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Domande degli investitori: sell-off dell’AI, inflazione USA in rialzo e cosa fare ora?

Azioni 10 minutes to read

Punti chiave

  • Le buone notizie non bastano più. La domanda legata all’AI resta solida, ma valutazioni, costi di finanziamento e ritorni sugli investimenti assumono un peso sempre maggiore.
  • I rischi di credito legati all’AI sono in primo piano. Il sell-off delle obbligazioni di CoreWeave mette in evidenza i timori legati a un’espansione infrastrutturale finanziata a debito, anche se il livello di rischio varia sensibilmente tra le società del settore. 
  • I mercati sono stretti tra inflazione e timori sulla crescita. Un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed a dicembre resta nelle aspettative, mentre aumentano le preoccupazioni per un possibile rallentamento della crescita. 
  • Utili e solidità dei bilanci tornano centrali. Gli investitori possono concentrarsi su flussi di cassa, disciplina nell’allocazione del capitale e diversificazione, mantenendo al tempo stesso l’esposizione ai temi di crescita strutturale.

1. Le società AI continuano a dare buone notizie. Perché i titoli scendono?

Il settore AI ha pubblicato numeri straordinari nelle ultime settimane.

  • Micron: ricavi del quarto trimestre fiscale balzati a 54,2 miliardi USD, dagli 11,3 miliardi di un anno prima, sostenuti da una domanda eccezionale di memoria.
  • TSMC: ricavi di settembre in crescita del 54,6% a/a, a conferma della solidità della domanda di semiconduttori.
  • Samsung: utile operativo preliminare del terzo trimestre quasi nove volte superiore rispetto all’anno precedente, pur rimanendo al di sotto delle elevate attese del mercato.
  • ASML: guidance annuale sui ricavi rivista al rialzo, con clienti che pianificano ordini di macchinari fino al 2029–2030.
  • Anthropic: ricavi del terzo trimestre a 16,8 miliardi USD, in crescita di circa il 45% rispetto al trimestre precedente.
  • Oracle: ricavi dell’infrastruttura cloud in crescita del 121% a/a, segnale di una domanda legata all’AI ancora in accelerazione.

Non sono certo i numeri di un’industria in crisi. Eppure i titoli tecnologici faticano a proseguire il rally.

Il problema non è la domanda. Il mercato si interroga sempre di più su quanta parte della crescita futura sia già incorporata nelle valutazioni, su come verrà finanziata l’espansione e, soprattutto, su quando gli ingenti investimenti nell’AI inizieranno a generare ritorni adeguati.


È quanto avevamo anticipato nel nostro outlook Q4, Raise the Bar, che 
indicava il costo del capitale come un fattore sempre più determinante per il trade sull’AI.

Per gran parte del rally, l’accelerazione degli investimenti nell’AI ha sostenuto quasi indiscriminatamente i titoli esposti al tema. Ora l’asticella si è alzata: il mercato chiede maggiore visibilità sulla redditività, sulla sostenibilità dei finanziamenti e sulla disciplina nell’allocazione del capitale.


2. Cosa sta succedendo a CoreWeave e perché le sue obbligazioni sono sotto pressione?

CoreWeave è diventata uno dei casi più evidenti delle crescenti tensioni nel mercato del finanziamento dell’AI.

I rendimenti di alcune sue obbligazioni sono saliti verso il 15%, segnalando che gli investitori chiedono una remunerazione più elevata per assumersi il rischio di credito.

Il punto centrale è che l’infrastruttura AI richiede ingenti investimenti iniziali in GPU, data centre, reti e capacità energetica, mentre i ricavi necessari a giustificare questi investimenti possono materializzarsi nell’arco di diversi anni.

CoreWeave ha fatto ampio ricorso al debito per finanziare la sua rapida espansione, aumentando così l’esposizione a costi di finanziamento elevati e al rischio di rifinanziamento.

Le principali criticità includono:

  • elevati costi di finanziamento: un nuovo debito più costoso può comprimere i ritorni sugli investimenti infrastrutturali; 
  • deprezzamento delle GPU: il rapido progresso tecnologico può ridurre il valore economico degli asset utilizzati a supporto dei finanziamenti; 
  • concentrazione della clientela: la dipendenza da pochi grandi clienti aumenta il rischio qualora cambino i livelli di spesa o le condizioni contrattuali; 
  • tempistica dei flussi di cassa: gran parte dei costi viene sostenuta subito, mentre i ricavi previsti dai contratti si distribuiscono su più anni.

CoreWeave ha respinto queste preoccupazioni. Il CEO Mike Intrator sostiene che il mercato non stia interpretando correttamente il modello di business, sottolineando la presenza di un backlog di ricavi contrattualizzati pari a circa 104 miliardi USD.

Gli impegni di lungo periodo offrono maggiore visibilità sui ricavi futuri e i rendimenti obbligazionari elevati non implicano necessariamente un default imminente.

Ciononostante, la riprezzatura del debito manda un segnale importante: gli investitori sembrano meno disposti a finanziare la crescita dell’infrastruttura AI “a ogni costo”.

3. Rischi di finanziamento simili potrebbero emergere anche in altre aree del trade AI?

Sì, ma è importante distinguere tra le società esposte a reali pressioni sul fronte del finanziamento e quelle per cui il rischio principale riguarda soprattutto valutazioni elevate.

Diverse aree dell’ecosistema AI meritano attenzione.

AreaEsempiCosa monitorare
NeocloudCoreWeave, NebiusCosti di funding, deprezzamento GPU, concentrazione clienti
Sviluppatori di data centreApplied DigitalFinanziamento della costruzione, ritardo nella generazione di cassa
Infrastruttura da crypto a AIIREN, Core ScientificImpegni di espansione, execution dei progetti
Cloud provider affermatiOracle, IBMIntensità di capex, free cash flow, ritorni sugli investimenti
Fornitori infrastruttura AISemiconduttori, memoria, ottica, networkingValutazioni e dipendenza da spesa AI sostenuta

Questi rischi, tuttavia, non sono equivalenti sul piano del credito.

Le big tech tendono ad avere bilanci più solidi, ricavi maggiormente diversificati e una maggiore capacità di autofinanziamento. Anche alcuni fornitori più piccoli dispongono comunque di liquidità e linee di credito già disponibili.

L’ecosistema, però, è sempre più interconnesso. I provider infrastrutturali dipendono dall’accesso ai finanziamenti e da contratti di grandi dimensioni con i clienti, mentre i fornitori di equipment dipendono a loro volta dall’espansione della capacità da parte di questi operatori.

Se l’aumento dei costi di finanziamento costringesse alcune società a rallentare gli investimenti, gli effetti potrebbero quindi propagarsi lungo la supply chain dell’AI.

Al momento non ci sono elementi sufficienti per parlare di una crisi sistemica del credito legato all’AI. Tuttavia, il modello con cui viene finanziata la rapida espansione dell’infrastruttura è sottoposto a un esame sempre più attento da parte del mercato.

Per gli investitori, la distinzione fondamentale è tra forza della domanda, sostenibilità del finanziamento e valutazioni interessanti. Sono tre elementi diversi e non necessariamente vanno nella stessa direzione.

4. Perché i rendimenti dei Treasury e il dollaro arretrano nonostante un’inflazione USA “calda”?

A settembre l’inflazione USA ha superato le attese, con l’indice CPI headline al 3,7% a/a e l’indice core al 2,6%.

La reazione iniziale è stata prevedibile: rendimenti dei Treasury e dollaro in rialzo, sulla prospettiva di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed.

Il successivo calo dei rendimenti, accompagnato da fasi di debolezza del dollaro e da un rafforzamento di yen e franco svizzero, riflette però una preoccupazione diversa.

I mercati temono che la Fed possa essere costretta a mantenere una politica monetaria restrittiva proprio mentre l’economia USA perde slancio.

Tre fattori spiegano questo cambio di passo:

  • timori sulla crescita contro rischi inflazionistici. Costi di finanziamento più elevati possono pesare sui consumi, sull’occupazione e sugli investimenti, aumentando i rischi di rallentamento dell’economia; 
  • ritorno dei Treasury come bene rifugio. La debolezza dei mercati azionari può sostenere la domanda di titoli di Stato USA, spingendone al ribasso i rendimenti nonostante le persistenti pressioni inflazionistiche; 
  • valute più sensibili alle prospettive di crescita. Il calo dei rendimenti USA può indebolire il dollaro, mentre yen e franco svizzero possono beneficiare della maggiore domanda di asset difensivi.

Si tratta di un cambiamento potenzialmente significativo.

In precedenza, l’aumento dei rendimenti rappresentava di per sé una fonte di pressione sui mercati azionari. Ora, rendimenti in calo accompagnati da borse più deboli possono indicare che i timori sulla crescita stanno assumendo un peso maggiore nelle decisioni degli investitori.

Un rally duraturo dei Treasury, tuttavia, non è scontato. Un’inflazione persistente, i rischi fiscali e l’elevata offerta di titoli di Stato potrebbero continuare a esercitare pressioni al rialzo sui rendimenti a lunga scadenza.

Il mercato si trova quindi stretto tra due rischi: un’inflazione persistente, che può costringere la Fed a mantenere una politica restrittiva, e una crescita in rallentamento, che rende ulteriori rialzi dei tassi sempre più rischiosi.

5. La Fed alzerà ancora i tassi a ottobre o dicembre?

Il mercato continua ad attendersi un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre, ma lo scenario dipende sempre più dall’andamento dei dati sulla crescita.

L’ultimo dato sull’inflazione rafforza le ragioni a favore di una politica monetaria restrittiva. Tuttavia, eventuali segnali di rallentamento dell’economia potrebbero complicare la decisione della Fed, soprattutto se anche occupazione e consumi iniziassero a indebolirsi.

Tre scenari meritano particolare attenzione:

ScenarioPossibile risposta FedImplicazioni di mercato
Inflazione persistente, crescita resilienteRialzo di dicembre confermato; possibile ulteriore tighteningPressione su valutazioni, bond long duration e società levered
Inflazione modera, crescita rallenta gradualmenteFed può rinviare ulteriori rialziPossibile sollievo per azioni e bond
Crescita peggiora nettamente con inflazione persistenteTrade-off difficile tra inflazione e occupazioneMaggiore volatilità, con timori di recessione dominanti

Per ora, i tagli dei tassi non rientrano nelle aspettative di breve periodo. Il dibattito riguarda soprattutto i tempi e l’entità di eventuali ulteriori rialzi, non l’avvio di un ciclo di allentamento monetario.

I dati chiave da monitorare sono occupazione, consumi, investimenti e l’eventuale ampliamento delle pressioni inflazionistiche.

Un peggioramento delle prospettive di crescita potrebbe ridurre le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi. Tuttavia, non sarebbe necessariamente una buona notizia per i mercati azionari, soprattutto se il rallentamento economico iniziasse a pesare anche sugli utili societari.

6. Cosa dicono gli utili delle banche USA sull’economia?

I primi risultati indicano un’economia ancora resiliente, anche se i tassi elevati e la volatilità del mercato obbligazionario stanno creando pressioni in alcune aree del sistema finanziario.

Tre temi spiccano:

  • equity trading ancora forte. Goldman Sachs ha registrato un aumento del 72% a/a dei ricavi dal trading azionario, mentre JPMorgan e Morgan Stanley hanno segnato rispettivamente +49% e +41%;
  • fixed income più debole. I ricavi FICC sono diminuiti in diverse banche, riflettendo condizioni più difficili sul mercato obbligazionario;
  • tassi elevati: un'arma a doppio taglio. Da un lato possono sostenere i ricavi da interessi, dall’altro aumentano i costi di finanziamento, possono generare perdite sui portafogli obbligazionari e frenare la domanda di credito.

I consumi e l’attività creditizia restano relativamente resilienti e, per ora, non emergono segnali diffusi di recessione.

Bisogna però guardare oltre i dati principali. Ricavi da trading particolarmente elevati possono essere difficili da sostenere nel tempo, mentre il protrarsi di tassi elevati potrebbe pesare sulla domanda di credito e sulla qualità degli attivi.

Il messaggio della stagione degli utili è che una resilienza apparentemente diffusa può nascondere divergenze crescenti nelle performance sottostanti.

Per gli investitori, quindi, non conta soltanto verificare se gli utili abbiano superato le attese. È altrettanto importante osservare la qualità dei ricavi, l’andamento dei margini, i costi di finanziamento, la qualità del credito e le indicazioni fornite dal management sulle prospettive future.

7. Cosa aspettarsi dagli utili Q3 delle Big Tech?

Potrebbe essere una delle stagioni degli utili più importanti per il trade AI.

I recenti risultati del settore dei semiconduttori indicano che la domanda legata all’AI resta solida. La vera sfida per le Big Tech sarà dimostrare che gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale possono tradursi in profitti e flussi di cassa sostenibili.

Cinque aree saranno particolarmente importanti:

1. Crescita del cloud e monetizzazione dell'AI

Microsoft, Alphabet e Amazon offriranno indicazioni importanti sull’adozione dell’AI da parte delle imprese e sulla domanda di servizi cloud. Oltre alla crescita, sarà fondamentale capire quanto rapidamente i servizi legati all’AI contribuiranno a ricavi e margini.


2. Indicazioni sugli investimenti

Piani di spesa più elevati possono sostenere la domanda di semiconduttori e infrastrutture, ma potrebbero anche riaccendere i dubbi sulla capacità di generare ritorni adeguati sugli investimenti.


3. Free cash flow e margini

Ammortamenti, costi energetici e spesa infrastrutturale possono ridurre i benefici derivanti dalla crescita dell’AI. Sarà quindi importante distinguere tra una crescita sostenuta dalla capacità di autofinanziamento e una crescita maggiormente dipendente da finanziamenti esterni.


4. Adozione dell'AI oltre l’infrastruttura

Segnali di crescita dei ricavi o di maggiore produttività nel software, nella pubblicità, nei servizi digitali e nelle applicazioni aziendali potrebbero dimostrare che le opportunità legate all’AI si stanno estendendo oltre chip e data centre.


5. Guidance e disciplina nell'allocazione del capitale

Con aspettative già elevate, le prospettive fornite dalle società potrebbero contare più del semplice superamento delle stime trimestrali. Un migliore utilizzo della capacità, un maggiore potere di determinazione dei prezzi e investimenti più disciplinati potrebbero essere accolti più favorevolmente rispetto a un ulteriore aumento indiscriminato della spesa.

Lo scenario più favorevole sarebbe una domanda AI ancora forte, accompagnata da un miglioramento dei flussi di cassa e da ritorni sugli investimenti sempre più visibili. 
Al contrario, ricavi molto solidi accompagnati da un forte aumento degli investimenti potrebbero non essere sufficienti a soddisfare le elevate aspettative del mercato.

Calendario utili dei “Magnifici sette” — Q3 2026

SocietàData utiliCosa monitorare
Tesla (TSLA)21 ottMargini EV dopo consegne più forti; progressi robotaxi e Optimus; investimenti AI vs free cash flow
Meta (META)21 ottMonetizzazione AI in advertising; adozione di Muse; capex 2027 e ritorni su spesa infrastrutturale
Microsoft (MSFT)28 ottCrescita Azure AI e vincoli di capacità; monetizzazione Copilot; capex vs free cash flow
Alphabet (GOOGL)28 ottCrescita e margini di Google Cloud; impatto AI su Search; investimenti TPU e capex 2027
Amazon (AMZN)29 ott (stima)Crescita AI in AWS; spesa infrastrutturale; margini retail e free cash flow
Apple (AAPL)2 novDomanda iPhone 18; vendite in Cina; margini servizi; monetizzazione Apple Intelligence con capex relativamente basso
Nvidia (NVDA)18 nov (stima)Domanda Blackwell/Rubin; ordini di hyperscaler e neocloud; margini lordi; restrizioni export e rischi di finanziamento clienti

8. Il sell-off dell'AI può estendersi al mercato azionario più ampio?

Il rischio esiste ed è amplificato dall’elevata concentrazione del mercato azionario USA.

Un gruppo relativamente ristretto di Big Tech rappresenta una quota significativa dei principali indici statunitensi e globali. Di conseguenza, una debolezza prolungata dei titoli maggiormente esposti all’AI potrebbe trascinare al ribasso i listini, anche in presenza di utili resilienti in altri settori.

Tre sono i principali canali di trasmissione:

  • concentrazione degli indici: i ribassi dei titoli tecnologici con maggiore peso possono avere un impatto sproporzionato sull’S&P 500 e sui principali indici globali;
  • riduzione del rischio nei portafogli: le perdite sulle posizioni più affollate nel settore tecnologico possono spingere gli investitori a ridurre l’esposizione al rischio anche in altre aree del mercato;
  • ricadute sull'economia reale: un rallentamento degli investimenti nell’AI, dovuto a costi di finanziamento più elevati, potrebbe ripercuotersi su semiconduttori, equipment industriale, infrastrutture elettriche e costruzioni.

Detto questo, una correzione del comparto AI non deve necessariamente trasformarsi in un mercato ribassista generalizzato.

Se gli utili societari restassero resilienti e la crescita economica tenesse, potrebbe verificarsi una rotazione verso altri settori, come sanità, alcuni comparti finanziari e industriali o società caratterizzate da valutazioni più contenute.

La distinzione fondamentale è tra contagio e rotazione. Una correzione dei titoli legati all’AI accompagnata dall’emergere di nuovi settori trainanti potrebbe favorire un mercato più equilibrato e meno dipendente dalla performance di un numero ristretto di società.

9. I titoli di Stato proteggono ancora i portafogli quando le azioni scendono?

Durante le fasi di sell-off guidate dall’inflazione, azioni e obbligazioni hanno spesso perso terreno contemporaneamente, riducendo i benefici della diversificazione.

Gli ultimi movimenti suggeriscono però un possibile cambiamento. Nonostante un’inflazione USA ancora elevata, i rendimenti dei Treasury sono scesi mentre i mercati azionari si sono indeboliti, riflettendo crescenti timori sulla crescita e sul rischio di un eccessivo inasprimento della politica monetaria da parte della Fed.

Questo riapre la possibilità che i titoli di Stato recuperino almeno in parte il loro tradizionale ruolo di bene rifugio.

  • shock inflazionistico: se l’inflazione resta elevata e aumentano le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi, azioni e obbligazioni a lunga scadenza possono perdere terreno contemporaneamente;
  • shock sulla crescita: se l’attività economica rallenta nettamente, i titoli di Stato di alta qualità possono beneficiare della domanda di beni rifugio e di aspettative più contenute sui tassi;
  • Stagflazione: la combinazione di inflazione elevata e crescita debole può ridurre l’efficacia della protezione offerta dalle obbligazioni, soprattutto sulle scadenze più lunghe.

Il ritorno a una correlazione negativa tra azioni e obbligazioni migliorerebbe il potenziale di diversificazione dei portafogli, ma non può essere dato per scontato.

Per gli investitori, può quindi essere opportuno mantenere un approccio misurato alla duration, senza presumere che i titoli di Stato a lunga scadenza compensino automaticamente le perdite dei mercati azionari.

10. Le azioni USA possono salire ancora o il rally è finito?

Le prospettive di medio periodo restano costruttive, ma l’asticella per ulteriori rialzi si è alzata.

Alcuni fattori continuano a sostenere il mercato:

  • gli utili societari restano relativamente resilienti;
  • l’AI continua a sostenere la domanda nei settori della tecnologia e delle infrastrutture;
  • una crescita degli utili più diffusa, oltre le Big Tech, potrebbe favorire un rally con una partecipazione più ampia.

Allo stesso tempo, valutazioni elevate, inflazione persistente, costi di finanziamento più alti e crescenti timori sulla crescita riducono il margine di errore.

Tre scenari possono delinearsi:

ScenarioPossibile esito per il mercato azionario
Inflazione modera e la crescita tieneLe azioni recuperano, con partecipazione di mercato più ampia
Inflazione “appiccicosa” e crescita in lieve rallentamentoPiù volatilità e maggiore selettività tra società
Crescita peggiora nettamente o si diffonde stress creditizioRevisioni al ribasso degli utili e possibili correzioni più profonde

Una correzione, tuttavia, non implica necessariamente la fine del mercato rialzista.

La prossima fase potrebbe dipendere meno dall’espansione delle valutazioni e più dalla crescita degli utili, dalla solidità finanziaria delle società e da una leadership di mercato più ampia.

Va inoltre considerato il rischio di concentrazione. Detenere contemporaneamente ETF azionari USA, fondi indicizzati globali e singoli titoli tecnologici può generare esposizioni sovrapposte alle stesse grandi società legate all’AI, riducendo la diversificazione effettiva del portafoglio.

11. Cosa possono considerare gli investitori per i propri portafogli in questa fase?

Non è necessariamente il momento di abbandonare le azioni o l’esposizione all’AI. Tuttavia, con rischi legati all’inflazione e alla crescita che si sovrappongono, i portafogli possono beneficiare di un maggiore equilibrio.

Quattro aree meritano attenzione.

Obbligazioni: ricostruire una protezione contro i rischi di crescita

I titoli di Stato di alta qualità possono beneficiare di un rallentamento della crescita. Le scadenze brevi possono offrire rendimento con una minore sensibilità alle variazioni dei tassi, mentre un’esposizione selettiva alle scadenze intermedie potrebbe offrire maggiore protezione qualora i rendimenti scendessero in uno scenario di rallentamento economico.

Un’inflazione persistente, i rischi fiscali e un’elevata offerta di Treasury potrebbero tuttavia limitarne il potenziale, soprattutto sulle scadenze più lunghe.

Azioni di qualità: mantenere l'esposizione all’AI, guardando oltre lo sviluppo dell'infrastruttura

La prossima fase del trade AI potrebbe premiare maggiormente la solidità finanziaria e la capacità di monetizzare gli investimenti rispetto alla semplice crescita della spesa infrastrutturale.

Diversi modelli di business possono offrire esposizione all’AI senza gli stessi requisiti di finanziamento:

  • piattaforme a minore intensità di capitale: l’ecosistema di dispositivi e servizi di Apple è relativamente meno dipendente da ingenti investimenti infrastrutturali, fermo restando il tema delle valutazioni;
  • tecnologia cinese: piattaforme come Tencent offrono esposizione all’adozione dell’AI all’interno di attività digitali già consolidate, con strutture di costo differenti;
  • software aziendale e cybersecurity: l’adozione dell’AI può favorire automazione, produttività e crescente domanda di sicurezza digitale;
  • settori che possono beneficiare della produttività legata all'AI: servizi finanziari, sanità e industria possono beneficiare di una maggiore efficienza senza sostenere necessariamente investimenti infrastrutturali su larga scala.
Bilanci solidi, flussi di cassa sostenibili e valutazioni ragionevoli restano elementi fondamentali nella selezione delle società.


Asset reali: diversificazione rispetto ai rischi inflazionistici

L’oro può contribuire alla diversificazione rispetto ai rischi geopolitici e fiscali, mentre il rame, alcuni metalli industriali e le infrastrutture energetiche possono beneficiare di tendenze strutturali come l’elettrificazione, lo sviluppo dei data centre e l’aumento della domanda di energia.

I rischi sono però differenti: l’oro può essere penalizzato da rendimenti reali più elevati, mentre le materie prime industriali restano sensibili a un eventuale rallentamento della crescita globale.

Settori difensivi con crescita strutturale: attenzione alla sanità

La sanità combina una domanda relativamente resiliente con tendenze strutturali di lungo periodo, tra cui invecchiamento della popolazione, innovazione e crescente domanda di cure. Può inoltre offrire diversificazione rispetto ai temi infrastrutturali legati all’AI, pur mantenendo rischi specifici, tra cui quelli normativi e legati alle singole società.

L’obiettivo non è costruire il portafoglio intorno a un unico scenario, ma evitare che i suoi risultati dipendano eccessivamente dal verificarsi di un solo esito.

 

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