Trimestrali Microsoft e Alphabet: stesso boom dell’IA, due verdetti molto diversi
Punti chiave
Microsoft convince grazie al cloud e alla generazione di cassa: la solidità del business rafforza la fiducia degli investitori nella sostenibilità degli investimenti nell’IA.
Il cloud di Alphabet accelera, ma la pubblicità rallenta: la crescita legata all’IA si confronta con segnali più deboli nel core business del gruppo.
Per l'IA inizia la prova dei ritorni: agli investitori non basta più vedere crescere domanda e investimenti, vogliono capire se questa spesa può tradursi in ricavi, flussi di cassa e ritorni sostenibili.
L’intelligenza artificiale può rispondere a quasi tutto. Ma gli investitori si pongono una domanda più difficile: gli enormi investimenti nell’IA genereranno ritorni sufficienti a giustificare i conti?
Il 28 ottobre 2026, Microsoft e Alphabet, la società madre di Google, hanno pubblicato risultati che hanno portato il mercato a due conclusioni molto diverse. Entrambe hanno registrato una forte domanda legata all’IA, ma le reazioni degli investitori sono state opposte: le azioni Microsoft sono salite negli scambi after-hours, mentre quelle di Alphabet hanno perso terreno. Il punto non è più soltanto chi sta investendo di più nell’IA, ma chi riuscirà a trasformare quella spesa in crescita, flussi di cassa e ritorni sostenibili.
Microsoft: gli investimenti nell'IA trovano domanda
Microsoft vende software alle imprese e mette a disposizione potenza di calcolo attraverso Azure, la sua piattaforma cloud. Le vendite di Azure sono cresciute del 48%, superando le aspettative, sostenute dalla continua domanda delle aziende per capacità di calcolo legata all’IA.
Ancora più importante, Microsoft ha generato 18,6 miliardi di dollari di flusso di cassa libero, ovvero la liquidità che rimane dopo aver sostenuto le spese operative e gli investimenti. Un dato che mostra come i consistenti investimenti nei data center stiano sostenendo la crescita senza assorbire tutta la cassa generata dal gruppo.
Resta però un elemento di cautela. La spesa di Microsoft è risultata inferiore alle attese anche perché parte della nuova capacità di calcolo è entrata in funzione più tardi del previsto. Gli investimenti continuano quindi a crescere e la loro sostenibilità resta sotto osservazione. Il mercato ha premiato i progressi e la capacità di monetizzare la domanda legata all’IA, non ha dato un assegno in bianco alla crescente spesa infrastrutturale.
Alphabet: più ricerche, ma meno ricavi per ogni risposta
Alphabet genera la maggior parte dei suoi ricavi dalla pubblicità di Google, a cui si affianca il business del cloud. I ricavi di Google Cloud sono più che raddoppiati, confermando la forte domanda per l’infrastruttura legata all’IA.
Il nodo principale, però, riguarda il cuore del business. La pubblicità legata alla ricerca è cresciuta, ma meno di quanto si aspettassero gli analisti, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Google afferma che gli utenti effettuano più ricerche, ma la sua nuova modalità basata sull’IA genera, almeno per ora, meno ricavi pubblicitari per ogni ricerca.
È qui che emerge il dilemma. Google deve rendere le risposte basate sull’IA sempre più efficaci per mantenere gli utenti all’interno del proprio ecosistema, ma al momento queste generano meno entrate rispetto alle tradizionali pagine dei risultati di ricerca. Nel frattempo, gli ingenti investimenti hanno contribuito a portare il flusso di cassa libero di Alphabet a un valore negativo di 9,1 miliardi di dollari, per il secondo trimestre consecutivo sotto lo zero.
La ricerca resta un business enorme. La vera prova sarà trasformare il crescente utilizzo dell’IA in ricavi capaci di giustificare gli investimenti necessari per sostenerla.
La lezione più ampia: seguire i flussi di cassa
Entrambe le società possono beneficiare della crescita dell’IA anche fornendo infrastrutture e servizi ad aziende che, su altri fronti, sono potenziali concorrenti. Il rapporto di Microsoft con OpenAI e i servizi cloud forniti da Google ad Anthropic mostrano come la corsa all’IA possa generare ricavi anche senza vincere ogni singola sfida tra modelli e chatbot.
Questa domanda sostiene un ecosistema molto più ampio, dai produttori di chip agli operatori di data center fino ai fornitori di energia. Ma la crescita dipende anche dalla capacità di un numero ristretto di grandi clienti di continuare a finanziare investimenti sempre più consistenti.
Rischi da tenere d'occhio
Alla fine, contano i flussi di cassa
Questi risultati non stabiliscono quale azienda guiderà la corsa all’intelligenza artificiale. Microsoft mostra, per ora, un legame più diretto tra domanda di IA, crescita dei ricavi e generazione di cassa. Alphabet affronta invece un equilibrio più complesso: difendere il modello pubblicitario che ha costruito il successo di Google e, allo stesso tempo, adattarlo a un nuovo modo di cercare e ottenere informazioni.
Per gli investitori, questa distinzione conta più della reazione immediata delle azioni dopo la pubblicazione dei risultati. La crescita del mercato dell’IA non garantisce che tutte le aziende coinvolte riescano a trasformarla in rendimenti sostenibili. A fare la differenza saranno la disponibilità dei clienti a continuare a spendere, la capacità di mantenere i costi sotto controllo e la possibilità di finanziare gli investimenti senza compromettere la generazione di cassa.
L’IA può fornire risposte straordinarie. Per gli investitori, però, la risposta che conta di più resta nei flussi di cassa.