Rapida panoramica del mercato – Euro sotto pressione, il mercato torna a osservarlo da vicino - 05 ottobre 2026
Market mover e catalizzatori
- Macro: i deboli dati sul mercato del lavoro hanno ridimensionato le aspettative di rialzo dei tassi; turbolenze politiche e fiscali nell'Eurozona
- Azioni: i produttori di chip hanno spinto il benchmark tecnologico a un nuovo massimo, nonostante una partecipazione limitata al rialzo
- Volatilità: la volatilità implicita a un giorno è crollata una volta superato l'evento più importante della settimana
- Asset digitali: i token sono rimasti stabili nel fine settimana, mentre le società quotate del settore degli exchange hanno sottoperformato i titoli del mining
- Materie prime: il dollaro forte pesa sull'oro; impatto limitato sui prezzi dopo l'annuncio del G7 sul rilascio di petrolio e carburanti
- Obbligazioni: i rendimenti statunitensi sulle scadenze lunghe restano vicini ai massimi pluridecennali, mentre gli spread francesi si ampliano ulteriormente
- Valute: l'euro scende a un nuovo minimo del ciclo tra le turbolenze nell'Eurozona e i timori per il debito francese
Macro
- Dati sul lavoro USA sotto le attese: a settembre, i nuovi occupati non agricoli si sono attestati ad appena 29.000, ben al di sotto della stima di consenso di 84.000. I dati dei mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso per un totale di 60.000 unità. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,2% dal 4,1%, riducendo sensibilmente al 20% la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di ottobre.
- Dichiarazioni della Fed: la vicepresidente della Fed Bowman ha segnalato che non vi è alcuna necessità urgente di ulteriori interventi sui tassi, unendosi a un numero crescente di funzionari favorevoli a una pausa. La presidente della Fed di Dallas Logan ha tuttavia ribadito che i tassi devono salire di altri 50 punti base o più. I verbali della riunione di settembre della Fed saranno pubblicati mercoledì e saranno seguiti con attenzione per ottenere ulteriori indicazioni sul percorso dei tassi.
- Le elezioni presidenziali in Brasile andranno al ballottaggio il 25 ottobre, dopo che né il presidente in carica Lula né lo sfidante di destra Flavio Bolsonaro hanno ottenuto il 50% dei voti al primo turno, tenutosi nel fine settimana. Bolsonaro è tuttavia considerato il favorito per il secondo turno dopo aver ottenuto il 47% dei voti, più di quanto indicato dalla maggior parte dei sondaggi, poiché potrebbe raccogliere ulteriore sostegno dagli elettori che al primo turno hanno votato per altri candidati. Alla luce del risultato, lunedì i mercati valutario e azionario brasiliani potrebbero aprire in rialzo.
- Guerra USA-Iran / Medio Oriente: il rischio geopolitico rimane elevato. Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti avrebbero dispiegato un terzo gruppo d'attacco di portaerei in Medio Oriente. Le forze yemenite sostenute dall'Arabia Saudita hanno avviato un'offensiva militare su vasta scala per riconquistare le aree controllate dagli Houthi, spingendo il Brent sopra i 100 USD. Il Tesoriere australiano ha definito il conflitto USA-Iran un "disastro" economico, citandone gli effetti inflazionistici e negativi sulla crescita a livello globale.
- Rilascio delle riserve petrolifere del G7: il G7 ha concordato il rilascio di 100 milioni di barili di greggio e carburanti dalle riserve di emergenza nei prossimi quattro mesi, con l'obiettivo di contrastare gli elevati prezzi dell'energia, in seguito alle pressioni degli Stati Uniti.
- Rischio di contagio sul mercato obbligazionario europeo: gli spread dei titoli francesi si sono ampliati nettamente a causa dei timori fiscali e del mancato raggiungimento degli obiettivi di deficit, con il contagio che si è esteso ai titoli italiani e belgi. Gli operatori hanno segnalato analogie con la crisi del debito europeo del 2011.
Principali appuntamenti del calendario macro (orari GMT)
- 14:00 – USA, sondaggio ISM sui servizi di settembre
- 23:30 – Australia, sondaggio Westpac sulla fiducia dei consumatori di ottobre
Trimestrali
- Giovedì: PepsiCo, Fast Retailing, Progressive, Tesco
- Venerdì: Delta Air Lines,
Azioni
- USA: Wall Street ha chiuso in rialzo venerdì, con i deboli dati sull'occupazione indicati come un fattore che ha ridimensionato le aspettative di un rialzo dei tassi Fed nel breve termine. L'S&P 500 è salito dello 0,73% a 7.722,72, il Nasdaq 100 ha guadagnato l'1,00% a 30.807,93, segnando un nuovo record in chiusura, il Dow è avanzato dello 0,49% a 51.182,11 e il Russell 2000 dello 0,94% a 2.832,89. La partecipazione al rialzo è stata limitata: l'S&P 500 equal-weight è salito soltanto dello 0,33%. I semiconduttori hanno guidato i rialzi, con l'indice SOX in crescita del 2,4% grazie soprattutto a Teradyne, KLA e Applied Materials; l'ETF sui chip SMH è salito del 2,07% e il settore tecnologico dell'1,01%. Tra le mega-cap, Tesla è salita del 4,65%, Broadcom del 3,35% e AMD del 2,95%, mentre Nvidia ha guadagnato l'1,34%, Alphabet l'1,56% e Meta appena lo 0,30%. Le banche hanno continuato a sottoperformare, con il KBW Bank Index circa il 14% sotto il massimo di agosto, anche se l'ETF del settore ha chiuso la giornata in rialzo dello 0,06%. Nell'after hours, Fair Isaac ha perso il 6,3% e TransUnion il 2,7%, in concomitanza con un articolo di stampa relativo a un piano di credito ipotecario basato su due credit bureau per i conforming loans.
- Europa: venerdì si è registrato un parziale recupero dopo una settimana in cui l'aumento dei rendimenti obbligazionari è stato indicato come il principale fattore di pressione. Lo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,75% a 631,36, il DAX l'1,17% a 25.231,20, l'Euro Stoxx 50 l'1,02% a 6.238,51, il CAC 40 lo 0,79% a 7.897,19 e il FTSE 100 circa lo 0,3%. Il bilancio settimanale è stato più debole, con lo Stoxx 600 in calo dell'1,1% e il CAC 40 in flessione del 2,24%, la peggiore settimana da aprile, penalizzato dai timori sulla situazione fiscale francese. IG Group ha registrato il movimento più rilevante tra i singoli titoli, perdendo il 27% dopo aver ridotto le previsioni di crescita dei ricavi per il 2026 a una percentuale a una cifra medio-alta, rispetto alla precedente stima compresa tra il 10% e il 15%.
- Asia: i mercati azionari asiatici sono moderatamente in rialzo nelle prime contrattazioni di lunedì, trainati dal Giappone. Il Nikkei 225 sale del 2,22% a 69.822,57, con i titoli legati all'IA e ai semiconduttori in sovraperformance dopo che venerdì gli ADR di TSMC sono saliti del 3% e il premio degli ADR si è ampliato fino a sfiorare il 20%. L'Hang Seng è pressoché invariato a 23.952,28, in calo dello 0,08%, mentre l'indice Hang Seng Tech sale dello 0,27% e l'ASX 200 dello 0,14%. I mercati della Cina continentale e della Corea del Sud sono chiusi per festività, un fattore che limita la partecipazione al rialzo nella regione, mentre l'indice MSCI Asia Pacific guadagna circa lo 0,4%. I primi dati relativi alla Golden Week in Cina indicano flussi di traffico invariati e una spesa più debole, un potenziale fattore negativo per i titoli dei settori dei consumi e dei viaggi alla riapertura di quei mercati.
Volatilità
VIX 15,31 | FUTURES VIX: 17,75 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (144,88) | REGIME DI MERCATO: LOW VOL BULL | DATI ALLE ~06:00 CET
- La volatilità implicita sulle scadenze brevi è crollata una volta pubblicati i dati sull'occupazione. Il VIX1D è sceso del 22,31% a 10,76 e il VIX9D del 13,86% a 12,06, mentre il VIX spot è diminuito del 6,59% a 15,31. Il VVIX è sceso del 5,42% a 87,02 e il primo future sul VIX si attesta a 17,75.
- La curva rimane in forte contango, con il VIX3M a 18,01 rispetto al VIX spot e lo SKEW su livelli elevati a 144,88. Gli indicatori cross-asset si sono attenuati, con il MOVE in calo dello 0,78% a 107,30 e il VXN del 5,82% a 21,20, mentre la volatilità del greggio è rimasta elevata a 51,00. Movimento atteso dell'SPX: 39,25 punti, pari allo 0,51%, per la scadenza odierna e 87,70 punti, pari all'1,14%, per venerdì 9 ottobre.
Asset digitali
BITCOIN ~86.243 -0,32% | ETHEREUM ~2.720 -0,25% | IBIT 47,73 -0,48% | ETHA 20,11 -1,28% | DATI ALLE ~06:00 CET
- I token sono rimasti sostanzialmente stabili nel corso del fine settimana, mentre i futures sul bitcoin del CME hanno riaperto in rialzo del 2,07%. Nella seduta di venerdì, i titoli quotati del comparto hanno mostrato andamenti divergenti: Coinbase ha perso il 3,32% e Circle il 2,00%, mentre i titoli del mining si sono rafforzati, con IREN in rialzo del 2,73%, CleanSpark dell'1,76% e Cipher dell'1,62%.
- Gli ETF spot statunitensi sul bitcoin hanno registrato afflussi per 2,65 miliardi di USD a settembre, indicati come il secondo maggiore afflusso netto mensile dall'ottobre 2025 e in calo rispetto ai 3,52 miliardi di USD di agosto, mentre gli ETF spot su ether hanno raccolto 832 milioni di USD, rispetto agli 1,85 miliardi di USD del mese precedente.
Materie prime
- Oro: ha iniziato la settimana pressoché invariato, intorno a 4.140 USD, sostenuto dal calo dei rendimenti dei Treasury dopo che i dati più deboli sul mercato del lavoro statunitense hanno ridotto le pressioni sulla Fed affinché continui ad alzare i tassi. Tuttavia, il metallo si trova sempre più a fare i conti con il vento contrario rappresentato da un dollaro più forte, in particolare nei confronti dell'euro, che ha spinto il Dollar Index ai massimi degli ultimi 18 mesi. In una settimana caratterizzata da pochi dati economici statunitensi, l'attenzione del mercato resterà probabilmente concentrata sul dollaro e sulle turbolenze politiche e fiscali nell'Eurozona. Una rottura al di sotto del supporto appena sopra 4.100 USD potrebbe segnalare un ritracciamento più profondo, mentre la prima resistenza si colloca intorno a 4.230 USD.
- Petrolio: questa mattina il Brent scambia vicino a 101,50 USD, in calo dello 0,7%, dopo essere tornato sopra i 100 USD la scorsa settimana. Il movimento è stato in parte determinato dalle notizie secondo cui un terzo gruppo d'attacco di portaerei statunitense sarebbe diretto verso il Medio Oriente, insieme alla ripresa delle operazioni contro le aree dello Yemen controllate dagli Houthi.
- Prodotti raffinati: in seguito alle pressioni politiche degli Stati Uniti, il G7 ha dichiarato di voler rilasciare 100 milioni di barili di greggio e diesel nei prossimi quattro mesi. Sebbene venerdì l'annuncio abbia offerto un certo sollievo nel breve termine, il rilascio potrebbe non essere sufficiente a determinare una significativa riduzione degli spread rispetto al greggio. La misura fa poco per affrontare i vincoli strutturali che interessano il mercato dei prodotti raffinati, tra cui la diminuzione dell'offerta russa, la riduzione delle esportazioni dal Medio Oriente e la sospensione delle esportazioni di carburante da parte della Cina per il mese di ottobre. Nel complesso, questi sviluppi rischiano di mantenere sotto pressione l'offerta sui mercati dei distillati e i prezzi su livelli elevati mentre l'emisfero settentrionale entra nel periodo di picco della domanda invernale.
- Commitment of Traders: nella settimana terminata il 29 settembre, i gestori professionali sono rimasti decisamente sulla difensiva, penalizzati dal rafforzamento del dollaro e dall'impennata dei rendimenti dei Treasury statunitensi. I fondi hanno venduto 18 dei 25 principali futures sulle materie prime, con le maggiori vendite su petrolio greggio, gas naturale, oro, argento, soia e mais. La posizione net long complessiva su WTI e Brent è diminuita di 31.000 contratti, scendendo ai minimi delle ultime cinque settimane. L'oro continua a evidenziare una notevole divergenza: a settembre gli hedge fund hanno ridotto l'esposizione di 2,7 milioni di once, mentre gli investitori in ETF ne hanno aggiunte 1,7 milioni, portando le consistenze ai massimi degli ultimi quattro anni. Il posizionamento sui prodotti agricoli rimane relativamente stabile: un calo dei prezzi del 6% dall'inizio di settembre ha determinato una riduzione di appena l'11% della posizione net long record.
Obbligazioni
- I Treasury statunitensi hanno registrato scambi volatili venerdì in seguito ai dati sul mercato del lavoro USA e alle turbolenze sui mercati obbligazionari europei. Il rendimento del Treasury benchmark a 20 anni è sceso fino al 4,69% dopo il debole rapporto sull'occupazione, per poi risalire e chiudere la giornata leggermente più in alto, al 4,80%. I Treasury a più lunga scadenza hanno mostrato un andamento analogo, con il rendimento del Treasury a 10 anni che ha terminato la giornata leggermente più in alto, vicino al 5,26%, dopo un calo in seguito ai dati sul lavoro.
- Le obbligazioni corporate high yield statunitensi hanno finalmente trovato un po' di sollievo venerdì dopo diversi giorni di pressioni in vendita. L'indice Bloomberg che monitoriamo, relativo allo spread tra le obbligazioni high yield statunitensi e i Treasury USA, si è ristretto di 12 punti base, a 306 punti base.
- I mercati del debito sovrano europeo hanno registrato ulteriori turbolenze venerdì, con lo spread tra i rendimenti decennali tedeschi e francesi che si è ampliato fino a 18 punti base, raggiungendo un nuovo massimo del ciclo a 159 punti base, per poi restringersi nettamente e chiudere la giornata pressoché invariato a 141 punti base. Analogamente, i segnali di ricerca di beni rifugio nei titoli tedeschi si sono attenuati dopo che il rendimento del Bund tedesco benchmark a 10 anni è sceso fino al 3,37%, in calo di 12 punti base nella giornata, prima di risalire verso il 3,46% alla chiusura delle contrattazioni. Il rendimento dell'OAT francese a 10 anni è salito fino al 4,995%, prima di tornare al 4,87% alla chiusura.
Valute
- L'euro ha iniziato la settimana in netto calo, scendendo lunedì a un nuovo minimo del ciclo nei confronti del dollaro USA. EURUSD è sceso fino a 1,1161 dopo aver chiuso venerdì vicino a 1,1255, mentre EURGBP è precipitato a 0,8465 dopo il forte calo che aveva portato il cambio a chiudere la scorsa settimana vicino a 0,8500. EURCHF è tornato a scendere a 0,9280 dopo essere risalito sopra 0,9325 venerdì, in seguito alla stabilizzazione dei rendimenti obbligazionari francesi. Le turbolenze nell'Eurozona e, in particolare, sui mercati del debito francese hanno pesato nell'ultima settimana, anche se venerdì i rendimenti del debito sovrano francese si sono stabilizzati (vedi sopra).
- Il dollaro USA si è rafforzato in modo generalizzato nonostante i deboli dati sull'occupazione statunitense di settembre pubblicati venerdì. Oltre al forte calo di EURUSD indicato sopra, lunedì USDJPY è tornato sopra 158,00, mentre AUDUSD è sceso e persino USDCHF ha registrato un rialzo.