Rapida panoramica del mercato – I mercati ritrovano la calma dopo le turbolenze di venerdì – 2 novembre 2026
Fattori e catalizzatori del mercato
- Macro: i prezzi del petrolio calano e il sentiment sul rischio si stabilizza per l'assenza di sviluppi nel weekend. Domani le elezioni di medio termine negli USA.
- Azioni: le azioni USA sono crollate per il rinnovato timore di spesa sull'AI, l'Europa ha mostrato relativa resilienza, mentre i mercati asiatici si sono ripresi dalle perdite iniziali.
- Volatilità: il VIX è balzato durante la svendita di venerdì mentre i future a breve termine si sono allentati nel trading notturno
- Asset digitali: Coinbase ha guidato il calo delle azioni crypto e i fondi bitcoin hanno registrato i maggiori deflussi da giugno
- Materie prime: il Brent è scivolato con la diplomazia al centro dell'attenzione prima della votazione, mentre l'oro si è stabilizzato dopo il ribasso
- Obbligazioni: i Treasury statunitensi sono rimasti stabili venerdì, mostrando scarso appeal come bene rifugio. I bond high yield sono stati sotto pressione per il debole sentiment sul rischio.
- Valute: USD volatile e misto. AUD in calo in vista della decisione della RBA di domani.
Macro
- I prezzi del greggio sono scesi, favorendo una pausa nella recente svendita azionaria, mentre funzionari qatarioti e iraniani si sono incontrati per il terzo giorno consecutivo nel tentativo di chiudere un accordo per fermare la guerra tra USA e Israele sull'Iran prima delle elezioni di medio termine statunitensi di martedì. Teheran ha avvertito che nuovi attacchi provocherebbero ritorsioni, mentre il presidente Trump ha promesso nessun ulteriore bombardamento prima del voto ma ha lasciato aperta la porta a un'azione militare successiva. Gli stati del Golfo restano preoccupati che nuovi strike USA-israeliani possano provocare una risposta iraniana più ampia e intensa.
- Il PMI manifatturiero ufficiale della Cina è sceso a 49,3 in ottobre da 50,1, sotto le attese e nuovamente in contrazione, con calo della domanda e fiducia d'impresa al minimo da sette mesi. Il PMI manifatturiero finale dell'Australia è stato confermato a 49,6, pari al minimo su 21 mesi di settembre.
- L'inflazione tedesca è rallentata al 2,8% in ottobre da 3,3%, sotto le attese, con un taglio temporaneo della tassa sui carburanti citato come fattore, e il core è sceso a 2,1%. Il PIL dell'eurozona nel terzo trimestre è cresciuto dello 0,4% contro uno 0,2% previsto e la disoccupazione si è mantenuta al 6,5%. Negli USA l'employment cost index è salito dello 0,8% nel terzo trimestre e del 3,4% su base annua.
- Sviluppi chiave di questa settimana: oggi vengono pubblicati i PMI manifatturieri finali di ottobre e l'indice ISM manifatturiero USA, con Apple e Palantir che riferiranno dopo la chiusura di Wall Street. La settimana include inoltre le elezioni di medio termine e la decisione della RBA di martedì, il rimborso trimestrale del Tesoro mercoledì, le decisioni di Bank of England e Norges Bank giovedì e i payrolls USA venerdì.
Principali appuntamenti del calendario macroeconomico (orari in GMT)
- 14:45 – US Oct Manufacturing PMI (final)
- 15:00 – US Oct ISM Manufacturing
- 03:30 – Australia RBA Cash Target Announcement
Trimestrali
- Lunedì: Apple, Palantir, Vertex Pharmaceuticals, Marriott International, The Williams Companies, Diamondback Energy
- Martedì: AMD, Amgen, Arista Networks, Shopify, Pfizer, Eaton Corp., Marathon Petroleum, Booking Holdings, Ferrari, Apollo Global Management
- Mercoledì: McDonald’s, Qualcomm, Novo Nordisk, Uber, McKesson, CVS Health, Datadog, Applovin
- Giovedì: ConocoPhillips, Deutsche Telekom, Canadian Natural Resources, Parker-Hannifin, Southern Company, Cloudflare, Duke Energy, Airbnb, Monster Beverage, Lumentum
- Venerdì: Enbridge, Moderna
Azioni
- USA: l'S&P 500 è sceso dell'1.8%, il Dow ha perso l'1.1% e il Nasdaq 100 è crollato del 3.5% venerdì, dopo utili deludenti e il forte aumento della spesa per l'intelligenza artificiale che ha riacceso i timori sulle valutazioni tecnologiche. Intel è precipitata del 28.6% dopo aver fornito una guidance debole per il quarto trimestre, mentre Reddit è calata del 29.2% dopo aver avvertito che il calo del traffico di ricerca potrebbe penalizzare la crescita degli utenti e i ricavi. Amazon ha perso l'1.4% mentre l'aumento degli investimenti ha messo sotto pressione il free cash flow. La svendita ha rappresentato la peggiore sessione di Wall Street da giugno, con ora l'attenzione rivolta agli utili di Apple e alle elezioni di medio termine USA di martedì.
- Europa: lo Stoxx 600 è scivolato dello 0.4% venerdì, mentre il DAX tedesco ha perso lo 0.9%, il FTSE 100 ha guadagnato lo 0.1% e il CAC 40 francese è rimasto invariato, con pressioni sui titoli tecnologici e bancari. ASML ha lasciato sul terreno il 6.1% mentre i timori sugli investimenti in AI si sono estesi ai produttori europei di chip, mentre Siemens Energy è crollata del 6.9% tra vendite su titoli legati alle infrastrutture. In controtendenza, AstraZeneca è balzata del 7.0% dopo risultati solidi e piani di riduzione dei costi, mentre Sanofi ha guadagnato il 4.7% dopo aver battuto le attese e rivisto al rialzo le previsioni. Nonostante la debolezza di venerdì, lo Stoxx 600 ha segnato un +1.9% in ottobre, evidenziando la relativa resilienza europea.
- Asia: le azioni asiatiche si sono riprese dalle perdite iniziali lunedì, con il KOSPI sudcoreano in rialzo di circa il 2.5% e l'Hang Seng di Hong Kong in progresso dello 0.5%, mentre gli investitori rivedevano la svendita tecnologica statunitense di venerdì. SK Hynix è salita del 4.7%, supportata da accordi a lungo termine con clienti per la produzione futura di memoria, mentre Samsung Electronics ha recuperato circa il 2% dopo aver invertito le perdite precedenti. In Giappone, Kioxia è scesa di quasi il 17% dopo una guidance sugli utili deludente, evidenziando crescenti differenze fra produttori di chip nonostante la forte domanda per l'AI. Anche i titoli cinesi hanno beneficiato delle attese di supporto regolamentare, mentre gli investitori attendevano gli utili di Apple, la decisione della banca centrale australiana e le elezioni USA.
Volatilità
VIX 19.42 | VIX FUTURES: 19.450 (Nov) | TERM STRUCTURE: CONTANGO | SKEW: ELEVATED (149.76) | MARKET REGIME: NEUTRAL / CHOP | AS OF ~05:00 CET
- La svendita tecnologica di venerdì ha spostato la domanda verso la parte anteriore della curva di volatilità, e il trading notturno ha restituito solo una parte di tale impulso. Il VIX è salito di quasi il 13% a 19.42, e la volatilità a un giorno è aumentata di circa il 42%, per cui ora la protezione per una singola sessione costa quanto una copertura mensile. La volatilità del Nasdaq ha guidato il movimento mentre la correzione dei chip si è diffusa.
- Durante la notte il future VIX a breve è sceso a 19.450 ma resta comunque sopra il secondo contratto. Questo lascia la parte anteriore della curva invertita, con un picco in corrispondenza delle midterms, dei payrolls e del CPI. MOVE è salito oltre 100, confermando lo stress nella volatilità dei tassi. Le opzioni prezzano circa 0.85% per oggi e 1.84% fino al 6 novembre, con l'ISM alle 16:00 CET e Apple dopo la chiusura.
Asset digitali
BITCOIN ~78,789 +0.67% | ETHEREUM ~2,306 +1.42% | IBIT 43.36 -5.14% | ETHA 50.42 -4.47% | AS OF ~05:00 CET
- Le società quotate nel mondo crypto hanno sofferto la botta di venerdì più dei token, poiché la svendita tech e l'hack di Binance hanno colpito un sentiment già fragile. Coinbase ha perso circa l'11% dopo i risultati, in cui i guadagni da investimenti hanno sostenuto il profitto mentre i ricavi da trading si sono ridotti. La strategia è scesa di circa l'8%, lasciando bitcoin solo a pochi punti rispetto al costo medio della società in vista della decisione di MSCI dell'11 novembre.
- I miner esposti all'AI sono stati venduti insieme ai titoli dei chip, e Core Scientific è scesa di circa il 14%. I fondi bitcoin hanno visto deflussi per circa 643 mln USD, il maggior deflusso da giugno, e i fondi ether circa 156 mln USD. Bitcoin è tornato sopra i 78,000 USD mentre Binance ripristina i prelievi. Cipher Digital ha riportato prima dell'apertura di oggi, mentre Circle e Riot riferiranno mercoledì.
Materie prime
- Petrolio: il Brent tratta in calo del 3% con il contratto di gennaio a 110 USD dopo aver superato i 114 USD venerdì. Il recente ribasso è arrivato in seguito a notizie secondo cui il presidente Trump sarebbe favorevole a dare più tempo alla diplomazia con l'Iran prima di riprendere eventualmente gli strike dopo le elezioni di medio termine USA di martedì. I funzionari qatarioti e iraniani hanno proseguito i colloqui, sebbene attacchi a navi vicino allo Stretto di Hormuz abbiano evidenziato rischi di fornitura persistenti. Intanto OPEC+ ha mantenuto gli obiettivi di produzione invariati fino a dicembre, mentre Goldman Sachs ha alzato la sua previsione per il Brent a 105 USD a dicembre e una media di 88 USD nel 2027, citando rischi geopolitici aumentati in Medio Oriente e in Ucraina.
- Metalli preziosi: l'oro rimbalza dell'1% a 3,915 USD dopo il break sotto il supporto chiave, ora resistenziale, a 3,970 USD che aveva spinto i prezzi a un minimo di un anno, lasciando ottobre in calo del 6.8%. La svendita, alimentata da selling per momentum e liquidazioni di posizioni long, è stata esacerbata dal crollo delle azioni AI e dall'aumento dei prezzi energetici. Seppure a nostro avviso il supporto strutturale per l'oro rimanga intatto, il sentiment di mercato e il posizionamento potrebbero dover stabilizzarsi prima che questi fattori tornino a prevalere. Per ora l'attenzione resta su azioni globali, sviluppi in Medio Oriente, prezzi dell'energia e aspettative sui tassi USA. L'argento, che ha guidato la svendita della scorsa settimana, rimbalza del 2.3% a 50.20 USD, con i trader alla ricerca di segnali di stabilizzazione o di nuove vendite.
- Rame tratta più alto dopo una correzione di due giorni guidata da parte degli stessi fattori che hanno pesato sui metalli preziosi, in particolare la debolezza dei titoli legati all'AI che ha sollevato dubbi sulla domanda prevista dai data centre. Sebbene la manifattura cinese lenta resti un motivo di preoccupazione, i prezzi trovano supporto dai crescenti segnali di vincoli nell'offerta mineraria. Nel frattempo, i premi pagati dagli importatori cinesi rispetto ai prezzi LME hanno raggiunto livelli record, segnalando una stretta nel più grande mercato mondiale di raffinazione del rame.
Obbligazioni
- I Treasury USA hanno chiuso venerdì solo leggermente più bassi dopo il calo di giovedì e malgrado un sentiment sul rischio molto debole, suggerendo che gli investitori sono cauti nel considerare i Treasury un rifugio automatico quando i prezzi del petrolio salgono. Il rendimento benchmark a 2 anni tratta lunedì mattina vicino al 4.60%, leggermente superiore alla chiusura di venerdì, mentre il rendimento benchmark a 10 anni ha lievemente aumentato rispetto alla chiusura di venerdì, trattando al 4.93%.
- Le prospettive di rinnovate proteste in tutta Europa prima del weekend hanno messo sotto pressione il debito sovrano francese venerdì, portando lo spread tra i OAT francesi a 10 anni e i Bund tedeschi a salire di circa nove punti base a 165 punti base, con il rendimento del benchmark OAT a 10 anni della Francia al 4.97%.
- I bond high yield USA sono stati sotto forte pressione venerdì in un contesto di spread più ampi e sentiment sul rischio debole. La misura Bloomberg che monitoriamo dello spread tra high yield USA e Treasury si è allargata di 17 punti base toccando un nuovo massimo di quasi 18 mesi a 340 punti base.
Valute
- Il dollaro USA ha mostrato un'azione volatile venerdì ed è risultato incoerente come bene rifugio.
- All'inizio di lunedì non c'era una direzione chiara per il USD: EURUSD è salito, ma USDJPY è stato anch'esso più alto e AUDUSD leggermente più basso. EURUSD ha invertito la spinta sopra 1.1200 di venerdì, chiudendo la settimana vicino a 1.1160 prima di riprendersi lunedì mattina a 1.1180 mentre la pressione sul sentiment di rischio si attenuava e i prezzi del petrolio scendevano per mancanza di nuovi sviluppi in Medio Oriente.
- L'aussie è leggermente scivolato in vista della decisione sui tassi di domani da parte della RBA, con il mercato che scommette fortemente - circa l'87% - su un rialzo del tasso per portare il Cash Target al 4.85%. L'incontro sembra importante per la forward guidance della RBA, dato che le aspettative implicite suggeriscono che questo sarebbe probabilmente l'ultimo rialzo per il ciclo, almeno per ora.