Rapida panoramica del mercato - Semiconduttori coreani in forte calo, al via la stagione delle trimestrali delle banche USA - 13 ottobre 2026
Fattori trainanti e catalizzatori dei mercati
- Macro: aumentano le pressioni su Washington affinché sostenga l'Arabia Saudita, mentre rallenta l'inflazione alla produzione in Giappone
- Azioni: forti ribassi per i produttori di semiconduttori e la Borsa di Seul, sulla scia dei progressi di un'azienda cinese nella progettazione di memorie
- Volatilità: la volatilità degli indici risale da livelli contenuti, mentre l'indicatore a un giorno registra un forte calo
- Asset digitali: le criptovalute recuperano terreno dopo una brusca ondata di vendite notturna, mentre i titoli delle società di mining quotate hanno chiuso lunedì in ribasso
- Materie prime: il petrolio arretra nonostante le persistenti preoccupazioni sull'offerta; l'oro si stabilizza e il rame sale per i timori di interruzioni delle forniture
- Obbligazioni: i rendimenti dei Treasury statunitensi aprono in calo dopo il lungo fine settimana
- Valute: USDJPY torna sotto un importante livello tecnico, mentre si attenua la forza del dollaro
Macroeconomia
- L'amministrazione Trump è sottoposta a crescenti pressioni affinché intervenga a sostegno dell'Arabia Saudita dopo gli attacchi mortali degli Houthi contro l'aeroporto di Riyadh. Zelenskyy promette di proseguire gli attacchi contro la Russia, mentre Mosca prende di mira la rete energetica ucraina, sfidando il «cessate il fuoco energetico» di Trump. Nel frattempo, Kushner e Witkoff affermano che la decisione di consentire le esportazioni di gasolio russo mira a riportare Mosca al tavolo dei negoziati.
- I prezzi alla produzione in Giappone sono aumentati del 6,8% su base annua a settembre 2026, il ritmo più contenuto da maggio e inferiore al 7,6% atteso, segnalando un rallentamento dell'inflazione, che rimane tuttavia elevata. Su base mensile, i prezzi sono diminuiti dello 0,3% per il secondo mese consecutivo, contro le previsioni di un aumento dello 0,5%.
- Nel Regno Unito, le vendite al dettaglio a parità di punti vendita sono cresciute dell'1,0% su base annua a settembre 2026, superando le previsioni e lo 0,5% di agosto. Le vendite complessive sono aumentate dell'1,3%, al di sotto della media del 1,5% degli ultimi 12 mesi. Le vendite di prodotti alimentari sono salite del 2,5% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,3%. La spesa dei consumatori è aumentata del 2,0%, con un incremento del 2,5% per le spese essenziali (carburanti +17,3%) e dell'1,8% per quelle non essenziali. La fiducia nella propria situazione finanziaria ha raggiunto il 67%, sebbene il 68% degli intervistati si sia dichiarato preoccupato per la legge di bilancio e il 30% abbia ridotto le spese non essenziali.
- Le vendite di veicoli in Cina sono diminuite dell'8,4% su base annua, attestandosi a 2,956 milioni di unità a settembre 2026, con un calo del 9,5% per le autovetture e un aumento dello 0,2% per i veicoli commerciali. Le vendite di veicoli a nuova energia (NEV) sono cresciute del 13,6% a 1,823 milioni di unità, pari al 61,6% del totale. Nel periodo gennaio-settembre, le vendite complessive sono diminuite del 4,5%, mentre quelle dei NEV sono aumentate dell'11,1% a 12,47 milioni di unità, rappresentando il 53,6% delle nuove vendite. Su base mensile, le vendite totali sono cresciute del 9% a settembre.
- Secondo i verbali della Reserve Bank of Australia (RBA), la banca centrale ha aumentato il tasso di riferimento al 4,6% due settimane fa, poiché i rischi di rialzo dell'inflazione si stavano concretizzando e rinviare l'intervento avrebbe potuto comportare costi elevati. La RBA sottolinea che il conflitto in Medio Oriente influenzerà profondamente le prospettive economiche e si dichiara pronta ad aumentare ulteriormente i tassi, se necessario.
Principali appuntamenti del calendario macroeconomico (orari GMT)
- 06:00 – Germania: CPI definitivo di settembre
- 07:45 – Intervento di Waller della Fed statunitense (membro votante del FOMC)
- 10:00 – Stati Uniti: indice NFIB di fiducia delle piccole imprese di settembre
- 12:15 – Stati Uniti: variazione settimanale dell'occupazione ADP per le quattro settimane terminate il 26 settembre
- 14:00 – Stati Uniti: vendite di abitazioni esistenti di settembre
- 01:30 – Cina: PPI e CPI di settembre
Trimestrali
- Martedì: JP Morgan, Johnson & Johnson, UnitedHealth, Goldman Sachs, Wells Fargo, Citigroup
- Mercoledì: ASML, Bank of America, Morgan Stanley, Blackrock, Fastenal
- Giovedì: TSMC, Charles Schwab, Interactive Brokers, Prologis
Azioni
- Stati Uniti: la seduta di lunedì si è conclusa con un andamento contrastato, con l'indice principale pressoché invariato e il comparto dei semiconduttori in forte calo. L'S&P 500 ha chiuso in ribasso dello 0,06% a 7.807,24 punti, il Nasdaq 100 ha perso lo 0,71% a 30.664,70 punti, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,38% a 51.856,18 punti e il Russell 2000 ha ceduto lo 0,45% a 2.794,48 punti. A nostro avviso, il tema dominante è stato il sell-off dei titoli legati alle memorie: l'indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 2,7%, sulla scia dei progressi segnalati dalla concorrente cinese CXMT nella progettazione di memorie concorrenti a maggiore densità. Micron ha ceduto circa il 4%, SanDisk il 6% e SK Hynix, nella sua quotazione statunitense, circa il 4%. L'indice DRAM è sceso del 4,32% e l'ETF diversificato sui semiconduttori del 2,05%, con AMD in calo del 2,28% e Broadcom dell'1,88%. Al di fuori del settore dei chip, Meta ha guadagnato il 3,38% a 742,96, sostenuta dalle notizie sui nuovi modelli di intelligenza artificiale Muse, mentre eBay è salita del 4% dopo essere stata indicata tra le scelte preferite di Morgan Stanley. Negli scambi after hours, FormFactor ha guadagnato il 5%, sulla notizia di una collaborazione tecnologica da 300 milioni di USD con Teradyne. Questa mattina i futures sugli indici sono in lieve calo.
- Europa: lunedì i mercati hanno registrato un recupero diffuso. Lo Stoxx Europe 600 è salito dello 0,65% a 635,66 punti e il FTSE 100 ha guadagnato l'1,0% a 10.656 punti, con HSBC, in rialzo del 2,3%, che ha fornito il maggiore contributo positivo a entrambi gli indici. Il DAX è avanzato dello 0,76% a 25.277,68 punti, il CAC 40 dello 0,38% e l'Euro Stoxx 50 dello 0,45% a 6.201,22 punti, mentre lo SMI ha guadagnato lo 0,66%. Le banche hanno guidato il recupero, con l'indice settoriale in rialzo dell'1,21%, dopo aver perso circa l'8% nelle due settimane precedenti, in un contesto segnato dalle preoccupazioni per i conti pubblici francesi. Hensoldt è balzata del 5,8% e Rheinmetall del 2,5%, mentre telecomunicazioni e tecnologia sono rimaste indietro. L'indice di riferimento regionale resta al di sotto del record raggiunto ad agosto.
- Asia: questa mattina prevale un clima di avversione al rischio e la Corea del Sud registra nettamente la performance peggiore della regione. Il Kospi ha perso il 6,12% a 5.993,62 punti, scendendo sotto quota 6.000 e facendo scattare una limitazione alle contrattazioni sul lato delle vendite, la prima in quasi due mesi. Gli investitori esteri hanno intensificato le vendite su Samsung Electronics e SK Hynix, sulla scia delle notizie riguardanti CXMT. Il Nikkei 225 cede il 2,22% a 67.500,78 punti al rientro da un fine settimana di tre giorni, mentre l'Hang Seng perde lo 0,39%, con il sottoindice tecnologico in calo dell'1,54%. Il CSI 300 arretra dello 0,57%, mentre l'ASX 200 è pressoché invariato.
Volatilità
VIX 15,21 | FUTURES VIX: 16,95 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (155,06) | REGIME DI MERCATO: RIALZISTA A BASSA VOLATILITÀ | DATI ALLE ~06:00 CET
- La revisione della propensione al rischio in Asia, innescata dal settore dei semiconduttori, è stata indicata come principale fattore scatenante. Il VIX spot è salito del 2,49% a 15,21, mentre il VIX1D è crollato del 14,70% a 7,72 e il VIX9D è aumentato del 3,73% a 11,68. Il VXN ha guadagnato l'1,41% a 20,84 e l'indicatore di volatilità delle small cap l'1,10% a 20,15, con il VVIX in rialzo dell'1,24% a 85,93.
- La curva degli indici di volatilità mantiene una chiara struttura in contango, da 7,72 fino al VIX1Y a 21,67, mentre lo SKEW è salito dello 0,47% a 155,06. L'indice MOVE non è stato aggiornato, poiché il mercato cash dei Treasury è rimasto chiuso. Movimento atteso dell'SPX implicito nelle opzioni: 27,0 punti, pari allo 0,35%, per la scadenza odierna e 70,6 punti, pari allo 0,90%, per venerdì 16 ottobre.
Asset digitali
BITCOIN ~83.221 +1,79% | ETHEREUM ~2.505 +2,48% | IBIT 46,86 +0,67% | ETHA 56,95 +1,71% | DATI ALLE ~06:00 CET
- Le criptovalute hanno recuperato terreno durante la notte dopo una brusca ondata di vendite nella tarda giornata di lunedì, con liquidazioni nel mercato crypto stimate intorno a 771 milioni di USD nelle ultime 24 ore. Lunedì i titoli quotati legati al settore hanno chiuso con risultati contrastati: Coinbase ha guadagnato lo 0,56%, mentre Cipher Mining ha perso il 3,85%, Riot il 2,46% e Marathon il 2,18%. La volatilità delle criptovalute si è attenuata, con il DVOL a 37,06.
- I fondi crypto spot statunitensi hanno registrato la settimana peggiore dalla fine di giugno. La scorsa settimana gli ETF spot su bitcoin hanno registrato deflussi netti per 681 milioni di USD e quelli spot su ether per 542 milioni di USD, con i prodotti su ether che hanno esteso la serie di deflussi alla nona seduta consecutiva.
Materie prime
- Petrolio: il Brent perde l'1% e scambia a 105,50 USD, dopo che lunedì il premio per il rischio geopolitico aveva temporaneamente spinto le quotazioni oltre 107 USD. I futures sul gasolio quotati a Londra sono in calo per il terzo giorno consecutivo, dopo la revoca parziale del divieto russo di esportazione di diesel e la decisione a sorpresa del presidente Trump di consentire le importazioni di diesel russo. Lunedì il petrolio era salito dopo che gli attacchi dei militanti Houthi sostenuti dall'Iran contro il principale aeroporto dell'Arabia Saudita avevano aumentato le pressioni su Washington affinché intensificasse il proprio coinvolgimento nello Yemen, alimentando i timori di un'ulteriore escalation regionale e di possibili interruzioni dei flussi petroliferi. Nelle ultime settimane le esportazioni di greggio dal Medio Oriente sono tornate su livelli vicini a quelli precedenti alla guerra, nonostante i continui attacchi iraniani contro il traffico marittimo nel Golfo. Gli ultimi sviluppi evidenziano tuttavia quanto questa ripresa rimanga fragile.
- Metalli: l'oro scambia intorno a 4.200 USD dopo aver attirato acquisti in Asia, sostenuto dal rafforzamento dei Treasury statunitensi, dall'indebolimento del dollaro e dal ripiegamento dei prezzi del petrolio dopo l'impennata di lunedì. Una resistenza importante si colloca intorno a 4.235 USD, livello violato durante il sell-off di fine settembre. L'attenzione si sposta ora su una settimana ricca di pubblicazioni macroeconomiche statunitensi, tra cui il CPI di settembre mercoledì, seguito giovedì dal PPI e dalle vendite al dettaglio, e dall'intervento del presidente della Fed Kevin Warsh al FMI venerdì. Nel complesso, questi appuntamenti potrebbero determinare la direzione a breve termine dei rendimenti obbligazionari, del dollaro e, di conseguenza, dei metalli preziosi. Nel frattempo, il rame è salito ai massimi delle ultime due settimane, vicino a 6,77 USD per libbra, dopo che una valanga in una miniera cilena di Codelco ha riacceso i timori sull'offerta. A Londra, lunedì lo spread tra il prezzo a pronti e quello a tre mesi si è ampliato fino a una backwardation di 181 USD per tonnellata, il livello più elevato dall'inizio di settembre, evidenziando una disponibilità sempre più limitata per le consegne a breve termine.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury statunitensi sono leggermente diminuiti dopo la sospensione delle contrattazioni di lunedì per una festività bancaria. Nelle prime ore di martedì, il rendimento del Treasury di riferimento a 2 anni è sceso di due punti base, tornando intorno al 4,77%, nella parte centrale dell'intervallo osservato nelle ultime sedute. Il rendimento del Treasury decennale è invece diminuito di quattro punti base, portandosi appena sotto il 5,20%, il livello più basso da oltre una settimana.
- Lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali francesi e tedeschi si è nuovamente ampliato lunedì, chiudendo vicino a 142 punti base, il livello di chiusura giornaliera più elevato di questo ciclo, con un aumento di cinque punti base nella seduta. Le proteste degli studenti francesi sono entrate nella terza settimana, mentre all'Assemblea nazionale è iniziato il dibattito sulla legge di bilancio. I rendimenti europei a breve termine sono saliti ai massimi da oltre una settimana, con il rendimento dello Schatz tedesco di riferimento a 2 anni in aumento di circa tre punti base, oltre il 3,15%.
Valute
- La forza del dollaro statunitense si è attenuata nelle prime ore di martedì, con USDJPY tornato sotto la media mobile a 200 giorni, situata a 158,55, dopo aver raggiunto quota 158,75 lunedì. EURUSD ha toccato un nuovo minimo degli ultimi 17 mesi a 1,1154, prima di recuperare e risalire sopra il precedente minimo di riferimento di 1,1161, scambiando a 1,1175 nelle prime ore di martedì. Il dato macroeconomico più atteso della settimana è la pubblicazione del CPI statunitense di settembre, prevista per mercoledì.