Rapida panoramica del mercato - Chip asiatici stabili in attesa dei dati sull’inflazione USA - 14 ottobre 2026
Fattori trainanti e catalizzatori dei mercati
- Macro: Williams della Fed ha indicato che sarebbe opportuno un ulteriore rialzo dei tassi quest'anno, senza altri aumenti successivi
- Azioni: i produttori di semiconduttori hanno registrato la sesta seduta consecutiva di ribassi, prima della stabilizzazione notturna dei titoli asiatici legati alle memorie
- Volatilità: la volatilità a un giorno degli indici è aumentata bruscamente, partendo da livelli molto bassi, in vista dei dati sull'inflazione
- Asset digitali: le criptovalute si sono rafforzate insieme alle borse asiatiche, mentre i fondi sull'ether hanno prolungato la serie di deflussi
- Materie prime: il petrolio rimbalza dopo gli attacchi in Medio Oriente; l'oro si stabilizza in attesa del CPI statunitense
- Obbligazioni: rendimenti stabili in vista del CPI statunitense di settembre
- Valute: la forza del dollaro USA continua ad attenuarsi, soprattutto rispetto alle valute minori dei mercati sviluppati
Macro
- John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, ha dichiarato che un ulteriore rialzo dei tassi quest'anno sarebbe appropriato, ma che nel 2027 non dovrebbero essere necessarie altre strette monetarie. Ha tuttavia sottolineato l'elevata incertezza delle proprie previsioni, continuando a monitorare attentamente la componente dell'inflazione legata all'intelligenza artificiale. Nel frattempo, Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca, ha affermato che è "molto possibile" che la Fed mantenga i tassi invariati se l'inflazione continuerà a rallentare. Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori attribuiscono una probabilità del 22% a un rialzo in ottobre, che sale all'86% entro dicembre.
- Il surplus commerciale della Cina ha raggiunto 938 miliardi di dollari nei primi nove mesi dell'anno, mantenendosi sulla traiettoria per superare il record dello scorso anno. Il mese scorso le esportazioni sono aumentate del 36% su base annua e le importazioni del 31%, portando l'avanzo commerciale a 133,5 miliardi di USD, contro una stima di 118 miliardi di USD.
- I dati sui prezzi al consumo di settembre saranno pubblicati alle 14:30 CET. Le attese di consenso indicano un'accelerazione dell'inflazione complessiva al 3,6% su base annua e un aumento dell'inflazione core dello 0,2% su base mensile, anche per effetto dei maggiori costi energetici.
- Il FMI ha individuato nell'impennata dei rendimenti dei titoli di Stato il principale rischio emergente per il sistema finanziario globale. L'istituzione prevede una crescita mondiale del 3,1% nel 2026 e del 3,4% nel 2027, sostenuta dalla resilienza delle economie avanzate e dagli investimenti nell'intelligenza artificiale, ma frenata dagli elevati prezzi dell'energia. Secondo alcune indiscrezioni, i funzionari della Banca del Giappone sarebbero orientati a evitare un secondo rialzo consecutivo dei tassi questo mese, pur valutando un intervento già a dicembre.
- Il Medio Oriente continua a rappresentare un rischio concreto per le forniture. I miliziani Houthi hanno colpito la sede centrale di Saudi Aramco a Dhahran e l'aeroporto di Riyadh, mentre l'Iran ha intensificato gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz.
Principali appuntamenti del calendario macroeconomico (orari GMT)
- 08:00 – Rapporto mensile dell'IEA sul mercato petrolifero
- 12:30 – CPI statunitense di settembre
- 18:00 – Beige Book della Fed
- 00:30 – Dati sull'occupazione australiana di settembre
Trimestrali
- Mercoledì: ASML, Bank of America, Morgan Stanley, BlackRock, Fastenal
- Giovedì: TSMC, Charles Schwab, Interactive Brokers, Prologis
Azioni
- Stati Uniti: martedì gli indici hanno chiuso sostanzialmente invariati, ma sotto la superficie hanno prevalso i ribassi. L'S&P 500 ha ceduto lo 0,02%, chiudendo a 7.805,45 punti, il Nasdaq 100 ha perso lo 0,31% a 30.569,48, il Dow Jones è arretrato dello 0,35% a 51.675,16 e il Russell 2000 dello 0,40%. I produttori di semiconduttori hanno prolungato la discesa alla sesta seduta consecutiva, con Applied Materials in calo del 6,7% e l'indice DRAM in flessione del 3,44%, penalizzati dalla concorrenza del produttore cinese di memorie CXMT. Goldman Sachs ha annullato un rialzo di circa il 3,7% nel pre-market, chiudendo in ribasso dello 0,23% a 891,91, nonostante un utile per azione di 17,01 contro i 13,08 attesi, a causa di risultati inferiori alle previsioni nel reddito fisso. JPMorgan e Wells Fargo hanno mostrato andamenti contrastanti, mentre Citigroup, pur avendo registrato ricavi ai massimi da un decennio, ha chiuso in calo. Johnson & Johnson ha perso circa il 5,3%, penalizzata da un accantonamento legato alle controversie legali sul talco, che ha ridotto l'utile netto, e da risultati deludenti nella divisione MedTech. Microsoft ha chiuso su un nuovo massimo storico, in rialzo dello 0,43% a 543,45, mentre Meta ha guadagnato il 2,63%. Nell'after hours, Bank of America è scesa dopo l'annuncio di sanzioni per 1,21 miliardi di USD da parte delle autorità di regolamentazione statunitensi.
- Europa: una seduta inizialmente positiva ha perso slancio nel finale. Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso in calo dello 0,10% a 635,02 punti, cancellando un rialzo che aveva raggiunto lo 0,7%, a causa delle vendite sul settore tecnologico nelle ultime ore di contrattazione. ASML ha ceduto il 4,2% e ASM International il 6,3%, trascinando il sottoindice tecnologico in ribasso dell'1,6%. Givaudan è balzata del 9,4%, raggiungendo i massimi da 15 mesi, grazie a una crescita superiore alle attese, mentre BP ha guadagnato il 3,7% dopo aver indicato nelle proprie previsioni una riduzione delle spese in conto capitale. Il DAX ha chiuso in lieve calo a 25.259,90 punti, appesantito da Siemens Energy e dalla persistente inflazione tedesca. L'Euro Stoxx 50 ha perso lo 0,55% e l'AEX lo 0,54%, mentre FTSE 100 e SMI hanno registrato modesti rialzi.
- Asia: martedì si è registrata la seduta più pesante dell'attuale fase ribassista, ma questa mattina i mercati mostrano segnali di stabilizzazione. Il Kospi è crollato del 5,5% alla chiusura di martedì, dopo aver perso fino al 7% durante la seduta, segnando la peggiore performance degli ultimi 21 mesi. Samsung Electronics ha ceduto circa il 7% e SK Hynix circa il 10%. Il Nikkei 225 e il Taiex di Taiwan hanno entrambi perso circa il 2%, mentre l'indice MSCI Asia Pacific è arretrato dell'1,6%, chiudendo sui minimi da agosto. Questa mattina il comparto ha recuperato parte delle perdite: il Kospi guadagna l'1,40% a 6.119,67 punti e il Nikkei lo 0,84% a 68.348,41, con Samsung e SK Hynix entrambe in rialzo di oltre il 2%. L'Hang Seng avanza dello 0,16%, con il sottoindice tecnologico in crescita dell'1,63%, mentre il CSI 300 cede lo 0,31%.
Volatilità
VIX 15,27 | FUTURES VIX: 17,48 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (154,74) | REGIME DI MERCATO: RIALZISTA A BASSA VOLATILITÀ | DATI ALLE ~06:00 CET
- La correzione del rischio, guidata dai semiconduttori, ha dettato il tono del mercato. Il VIX spot è salito dello 0,39% a 15,27, mentre il VIX1D è balzato del 38,86% a 10,72 in vista della pubblicazione del CPI di settembre, lasciando la volatilità a un giorno 4,5 punti sotto il VIX spot. Il VXN è aumentato dell'1,44% a 21,14 e l'indicatore di volatilità delle small cap dell'1,39% a 20,43, mentre il VVIX è sceso dello 0,64% a 85,38. La curva della volatilità presenta una struttura chiaramente in contango fino al VIX1Y, a 21,66, mentre lo SKEW resta elevato a 154,74.
- La volatilità dei tassi ha rappresentato l'eccezione, con l'indice MOVE in rialzo del 2,67% a 101,10. Le opzioni sull'SPX incorporano un movimento atteso di 39,7 punti, pari allo 0,51%, per la scadenza odierna e di 65,3 punti, pari allo 0,84%, fino a venerdì 16 ottobre.
Asset digitali
BITCOIN ~83.694 +0,75% | ETHEREUM ~2.514 +0,76% | IBIT 47,13 +0,58% | ETHA 56,68 -0,47% | DATI ALLE ~06:00 CET
- Le criptovalute si sono rafforzate durante la notte, accompagnando il rimbalzo delle borse asiatiche. Il comparto dei titoli quotati legati agli asset digitali ha chiuso martedì con risultati contrastanti: Coinbase ha guadagnato lo 0,78% e Riot l'1,21%, mentre Cipher Mining ha perso il 12,77%, Marathon il 3,50% e CleanSpark l'1,46%. La volatilità delle criptovalute è rimasta invariata, con il DVOL a 38,22.
- Gli ETF spot statunitensi sull'ether hanno registrato la decima seduta consecutiva di deflussi, con uscite per 85,4 milioni di USD il 12 ottobre e circa 783 milioni di USD complessivi dal 29 settembre. La SEC ha reso operative le regole di quotazione delle opzioni su più criptovalute proposte da Cboe BZX.
Materie prime
- Petrolio: il Brent torna a essere scambiato sopra i 106 USD, mentre i nuovi attacchi in Medio Oriente alimentano l'incertezza sulla ripresa dei flussi petroliferi regionali. La sede centrale di Saudi Aramco è stata tra gli obiettivi degli attacchi missilistici degli Houthi di martedì. Nel frattempo, l'OPEC ha comunicato che la produzione di settembre è aumentata di quasi 1 milione di barili al giorno, raggiungendo 25,1 milioni di barili al giorno e avvicinandosi ai livelli precedenti alla guerra, grazie alla maggiore produzione di Arabia Saudita e Iraq, che ha più che compensato i cali registrati altrove. Tuttavia, il mercato fisico continua a mostrare segnali di scarsità dell'offerta: il Brent Dated del Mare del Nord viene scambiato con un premio significativo rispetto ai futures, mentre i prezzi del diesel a New York e Londra sono entrambi risaliti oltre i 200 USD al barile. Finora, l'accordo Trump-Putin sul diesel ha contribuito ben poco ad attenuare i timori sulle forniture. L'attenzione si sposta ora sul rapporto mensile dell'IEA sul mercato petrolifero, atteso nel corso della giornata.
- Metalli: l'oro si mantiene stabile intorno a 4.160 USD, dopo che il calo di martedì, provocato dal nuovo aumento dei prezzi dell'energia e dei rendimenti obbligazionari, si è arrestato in seguito alle dichiarazioni di Williams della Fed. Secondo il funzionario, un ultimo rialzo dei tassi quest'anno potrebbe essere sufficiente, senza necessità di ulteriori strette nel 2027. L'attenzione si concentra ora sul CPI di settembre, in pubblicazione oggi, mentre una resistenza importante resta in area 4.235 USD, livello violato durante le vendite di fine settembre. Nel frattempo, il rame ha raggiunto i massimi delle ultime tre settimane a causa dei rinnovati timori sulle forniture, dopo che le trattative salariali nella miniera Escondida di BHP, in Cile, non hanno portato a un accordo, aumentando il rischio di uno sciopero nella più grande miniera di rame al mondo.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury statunitensi sono risaliti leggermente dopo essere scesi ai minimi da oltre una settimana, in vista dei dati sul CPI statunitense di settembre, attesi mercoledì. Nelle prime contrattazioni di mercoledì, il rendimento del Treasury a 2 anni di riferimento si attesta al 4,78%, senza reagire alle indicazioni sui tassi fornite da Williams della Fed di New York (si veda sopra). Il rendimento del Treasury a 10 anni resta stabile al 5,20%, dopo aver toccato martedì un minimo del 5,17%, il livello più basso da oltre una settimana.
- Lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali francesi e tedeschi si è ristretto martedì di cinque punti base, attestandosi a 137 punti base, dopo l'avvio del dibattito sull'approvazione del bilancio 2027 all'Assemblea nazionale francese.
Valute
- Il dollaro USA ha recuperato terreno dai minimi toccati nelle prime ore di martedì, per poi tornare a indebolirsi leggermente nelle prime contrattazioni di mercoledì, in attesa del CPI statunitense di settembre previsto nel corso della giornata. EURUSD è tornato sopra 1,1200, mentre USDJPY si attesta intorno a 158,30, dopo aver recentemente superato in fase di test la media mobile a 200 giorni, situata a 158,55. AUDUSD è riuscito a risalire appena sopra 0,7000 nelle prime ore di mercoledì, per la prima volta in oltre due settimane.
- L'euro presenta un quadro contrastante: si rafforza rispetto al franco svizzero e registra un lieve rialzo contro lo yen giapponese, ma negli ultimi giorni ha superato al ribasso importanti minimi del ciclo nei confronti della sterlina. EURGBP viene scambiato sotto 0,8450 e potrebbe, nel tempo, puntare al minimo dell'intervallo successivo al referendum sulla Brexit, vicino a 0,8200. La moneta unica sta inoltre toccando nuovi minimi pluriennali rispetto alla corona norvegese, mentre i prezzi del gas naturale aumentano rapidamente. EURNOK è sceso sotto 10,65 nelle prime ore di mercoledì, per la prima volta dall'inizio del 2023, mentre EURSEK è calato a 11,15, il livello più basso da oltre un mese.