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Rapida panoramica del mercato - Titoli dei chip in calo tra i timori sulla spesa per l’IA - 22 ottobre 2026

Macro 3 minutes to read

Fattori trainanti e catalizzatori dei mercati

  • Macro: l'inflazione nel Regno Unito è risultata più alta del previsto mentre un giacimento petrolifero saudita è stato attaccato
  • Azioni: i listini USA ed europei hanno guadagnato terreno grazie a utili solidi, mentre i mercati asiatici hanno rallentato per il riemergere dei timori sulla spesa per l'intelligenza artificiale.
  • Volatilità: la maggior parte degli indicatori ha rallentato, mentre la volatilità del greggio è salita nella direzione opposta
  • Asset digitali: le azioni crypto quotate sono salite nella sessione USA mentre i token hanno arretrato durante la notte
  • Materie prime: il Brent supera i USD 111 per timori di offerta rinnovati mentre l'oro fatica sotto i USD 4.100
  • Reddito fisso: il rendimento a 10 anni della Francia tocca il massimo in 24 anni, sopra il 5,0%
  • Valute: il dollaro si è indebolito leggermente, USDJPY si è avvicinato ai minimi di due settimane durante la notte.


Macr
oeconomia

  • L'inflazione annua nel Regno Unito è salita al 3,5% su base annua a settembre 2026, il livello più alto da ottobre 2025 e superiore al 3,4% previsto, trainata dai maggiori costi del trasporto e dei carburanti per autoveicoli, con il core CPI salito al 2,8%.
  • Un attacco con droni mortale al giacimento Shaybah di Saudi Aramco e raid ucraini su impianti petroliferi russi hanno aumentato i rischi sull'offerta, ma l'aumento delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente e la prevista spedizione di diesel russo verso gli USA potrebbero limitare ulteriori rialzi dei prezzi del petrolio. Gli USA hanno disposto il ritiro di parte del personale dalle ambasciate del Golfo in un clima di tensione crescente, mentre gli attacchi nello Stretto di Hormuz hanno pesato sul sentiment nonostante i flussi petroliferi lì superassero i livelli prebellici.
  • L'inflazione annua della Nuova Zelanda è rallentata al 3,7% nel terzo trimestre 2026 rispetto al 4,1%, leggermente sotto il 3,8% previsto ma ancora al di sopra dell'obiettivo RBNZ dell'1–3%, con il CPI trimestrale in calo allo 0,7%.
  • Il tasso ipotecario fisso medio USA a 30 anni è sceso di 9 pb al 7,41% nella settimana al 16 ottobre 2026, il primo calo in 11 settimane grazie all'attenuazione dei rendimenti Treasury. Le domande totali di mutuo sono diminuite del 5,3%, con le rifinanziamenti (-2%) e le domande per acquisto (-7,3%). 

Principali appuntamenti del calendario macroeconomico (orari in GMT)

  • 06:45 – Indagini di fiducia francesi di ottobre
  • 11:00 – Decisione del tasso della Banca Centrale della Turchia
  • 12:30 – Richieste iniziali di sussidio settimanali USA
  • 23:01 – Fiducia dei consumatori GfK nel Regno Unito di ottobre
  • 23:30 – CPI nazionale giapponese di settembre
  • 00:30 – Flash PMI manifatturiero e dei servizi giapponese di ottobre

Trimestrali

  • Oggi: Procter & Gamble, Gilead Sciences, Union Pacific, Western Digital, Valero Energy, Blackstone, Newmont, Lockheed Martin, Spotify, Atlas Copco
  • Venerdì: ExxonMobil, American Express, Eni S.p.A, SLB 


Azioni

  • USA: i titoli statunitensi hanno guadagnato mercoledì: l'S&P 500 è salito dello 0,6% a 7.757,17, il Nasdaq 100 ha aggiunto l'1,1% e il Dow ha guadagnato lo 0,7% grazie a utili positivi. SpaceX è balzata del 7,8% dopo aver riportato il primo utile da società quotata, mentre Super Micro Computer è salita del 9,6% per vendite migliori e guidance sui margini. Dopo la chiusura, Tesla ha perso il 3,3% nonostante utili oltre le stime, mentre i piani di riduzione della spesa in conto capitale hanno deluso. Musk ha inoltre confermato che Tesla e SpaceX hanno costituito comitati indipendenti per esplorare una potenziale fusione, sebbene non sia stato raggiunto alcun accordo. Meta è avanzata del 2,2% dopo risultati solidi, piani di aumento degli investimenti in AI e una proposta di frazionamento azionario due-per-uno che coinvolge azioni senza diritto di voto.
  • Europa: i mercati europei hanno brillato mercoledì: lo Stoxx 600 è salito dello 0,9% a 644,49, il DAX ha guadagnato l'1,3%, il CAC 40 l'1,1% e il FTSE 100 è salito dello 0,2%, con utili robusti a compensare l'incertezza politica in Francia. Randstad è esplosa del 20,2% dopo una crescita trimestrale superiore alle attese, mentre EssilorLuxottica è salita del 15,5% per vendite forti, trainando anche i titoli del lusso. SAP ha guadagnato il 3,5% in un clima di rinnovato ottimismo tecnologico, ma Carrefour è crollata del 13,8% dopo aver avvertito che le sommosse in Francia avrebbero danneggiato gli utili. I rendimenti del debito governativo francese sopra il 5% e l'inflazione UK in aumento mantengono sotto osservazione i rischi fiscali e sui tassi, anche se gli investitori hanno accolto positivamente i risultati aziendali.
  • Asia: i mercati asiatici hanno annullato il rimbalzo di mercoledì durante la sessione di giovedì: il Kospi della Corea del Sud ha perso oltre il 3%, il Nikkei 225 giapponese circa il 2% e l'Hang Seng di Hong Kong il 2,7%, con il riemergere dei dubbi sulla redditività dei massicci investimenti in AI. I titoli tecnologici hanno guidato i ribassi: Samsung Electronics ha lasciato sul terreno oltre il 4%, SK Hynix quasi il 6% mentre gli investitori si interrogano sulla sostenibilità della spesa per infrastrutture AI. In Giappone SoftBank Group ha perso il 5,6% e Tokyo Electron il 5,9%, mentre il rialzo del petrolio ha aggiunto pressione ai mercati regionali. La banca centrale sudcoreana ha lasciato i tassi invariati al 3%, e ora l'attenzione si sposta sugli ulteriori risultati USA per capire se gli investimenti in AI si traducono in profitti sostenibili. 


Volatilità

VIX 16.68 | VIX FUTURES: 18.700 | TERM STRUCTURE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (150.36) | REGIME DI MERCATO: BULL A BASSA VOL | RILEVAZIONE ~06:00 CET

  • Il greggio si è rafforzato dopo l'attacco saudita, ma la volatilità degli indici è scesa. Il VIX è sceso del 3,64% a 16,68 e il VIX9D è calato del 4,79% a 15,49, mentre il VIX1D è salito dell'1,61% a 11,38. VVIX è scivolato del 2,68% a 94,55 e lo SKEW si è ridotto del 6,26% a 150,36. Gli indicatori cross-asset si sono divisi, con MOVE giù del 5,66% a 95,95 e OVX su del 2,25% a 53,28.
  • La curva spot mantiene contango da VIX1D fino a VIX1Y a 22,03, con VIX3M a 18,72. Dopo il roll, il future sul front month VIX stampa 18,70. Le opzioni sull'SPX implicano 41,50 punti, ossia lo 0,535%, per la scadenza odierna e 59,60 punti, ovvero lo 0,768%, in vista dei flash PMI di venerdì pomeriggio. 


Asset digitali

BITCOIN ~82.806 -1,43% | ETHEREUM ~2.441 -1,21% | IBIT 47,84 +2,42% | ETHA 56,43 +2,47% | RILEVAZIONE ~06:00 CET

  • Le azioni crypto quotate hanno avanzato durante la sessione USA nonostante i token abbiano ceduto durante la notte, con il bitcoin che ha ritracciato dopo aver superato 84.000. La strategia ha guidato a +7,54%, con Coinbase su del 3,65%, Circle +4,47%, IREN +4,58% e Bitmine +5,00%. I miner sono stati generalmente più forti: MARA +4,14% e CleanSpark +3,80%.
  • Sul fronte regolatorio, l'OCC ha finalizzato la regola sui payment-stablecoin del GENIUS Act il 21 ottobre, con entrata in vigore il 18 gennaio 2027. Il regolatore svizzero FINMA ha approvato il primo ETF retail spot su bitcoin del Paese, e BlackRock ha depositato domanda per un prodotto IBIT a esposizione protetta.


Materie prime

  • Petrolio: il Brent torna sopra i USD 111 al barile, in rialzo del 2%, dopo un attacco con droni al giacimento Shaybah di Saudi Aramco che ha causato vittime ma non ha interrotto le operazioni, mentre un altro attacco all'Aeroporto Internazionale King Fahd di Dammam ha provocato un morto. Entrambi gli episodi mettono in evidenza il rischio di un'ulteriore escalation che potrebbe disturbare l'offerta. I prezzi sono nuovamente oscillati mercoledì dopo un'altra notizia non verificata su una possibile proposta di pace Qatar-Pakistan. Nel frattempo, l'EIA ha riportato una riduzione settimanale della produzione di greggio USA legata all'uragano Isaias di 0,4 mb/g. Le scorte di distillati si sono riprese da un minimo stagionale record, mentre le scorte di benzina sono scese ai minimi dal 2014. Gasoil e ULSD (HO) restano vicini a USD 200 al barile, a evidenziare la stretta nei mercati dei prodotti raffinati.
  • Metalli: l'oro spot è sceso dell'1,3% a circa USD 4.090 l'oncia, con l'aumento dei prezzi energetici che ha alimentato preoccupazioni su inflazione e tassi d'interesse, innescando ulteriori vendite speculative. Questa pressione è stata solo parzialmente compensata dalla domanda da ETF, con i dati Bloomberg che mostrano un aumento delle partecipazioni di 11,4 tonnellate questa settimana, toccando un nuovo massimo quadriennale. La domanda chiave ora è se l'oro troverà supporto sotto i USD 4.100 per la terza volta nel mese o se assisteremo a una rottura sostenuta. L'argento è sceso del 3% a USD 56,20, mentre il rame ha perso l'1,5% a USD 6,48 la libbra. 


Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury USA sono saliti leggermente mercoledì, per poi tornare più bassi nelle prime ore di giovedì su un sentiment di rischio traballante, con il rendimento benchmark a 2 anni che ha toccato il 4,83% mercoledì prima di chiudere oltre due punti base in più appena sopra il 4,80% e poi ritornare sotto il 4,78% nelle prime ore di giovedì. Alla scadenza più lunga della curva, il rendimento a 10 anni ha chiuso mercoledì solo un punto base più in alto a 5,12% dopo una seduta nervosa, per poi scendere a 5,08% nelle prime ore di giovedì. Un'asta di Treasury a 20 anni ha registrato forte domanda.
  • Gli spread di rendimento tra Germania e Francia si sono ampliati nuovamente mercoledì, con lo spread a 10 anni che ha chiuso la giornata al massimo per la fase attuale dal 2012, in aumento di oltre sei punti base a oltre 159 basi. Il rendimento del decennale di riferimento francese OAT è salito di otto punti base mercoledì chiudendo al 5,013%, la prima chiusura giornaliera sopra il 5,0% in oltre 24 anni.


V
alute

  • Il dollaro USA si è indebolito leggermente tra mercoledì e le prime ore di giovedì, con EURUSD poco mosso ma leggermente più alto rispetto alla chiusura di mercoledì vicino a 1,1245 nelle prime ore di giovedì, mentre lo yen giapponese si è rafforzato e il USDJPY è tornato vicino a 157,75 e in alcuni momenti si è avvicinato al minimo di due settimane a 157,55 mentre i rendimenti obbligazionari globali si stabilizzavano.
  • AUD ha negoziato più debole, con i prezzi dei metalli in calo che hanno pesato, portando AUDUSD di nuovo verso 0,7015 nelle prime ore di giovedì dopo un massimo a 0,7037 e AUDJPY che ha invertito bruscamente da un massimo a 111,31 per scendere fino a 110,46 prima di rimbalzare.
  • EURGBP è rimbalzata dal minimo di 17 mesi segnato mercoledì a 0,8372 nonostante la continua focalizzazione negativa sui titoli di Stato francesi, trattando vicino a 0,8392 nelle prime ore di giovedì.

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