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Rapida panoramica del mercato - ll Brent perde slancio dopo il picco legato all'attacco all'aeroporto di Riad, in attesa del CPI USA - 12 ottobre 2026

Macro 3 minutes to read

Fattori trainanti e catalizzatori dei mercati

  • Macro: un attacco all'aeroporto di Riad nel fine settimana ha spinto inizialmente al rialzo il petrolio, prima che i guadagni si esaurissero.
  • Azioni: Wall Street ha chiuso la settimana in rialzo, mentre un accordo sulle frequenze radio ha pesantemente penalizzato gli operatori telefonici.
  • Volatilità: la volatilità degli indici è diminuita su tutta la linea, con i cali più marcati negli indicatori a brevissima scadenza.
  • Asset digitali: le criptovalute hanno mantenuto le proprie posizioni, mentre le società di gestione delle piattaforme di scambio quotate e quelle che detengono criptovalute in tesoreria hanno sovraperformato i miner.
  • Materie prime: l'allentamento delle tensioni sull'offerta pesa su mais e petrolio, mentre l'oro fatica a consolidarsi sopra i 4.200 USD.
  • Obbligazioni: i Treasury statunitensi si sono mossi in un intervallo ristretto venerdì, dopo il brusco calo dei rendimenti di giovedì.
  • Valute: il dollaro statunitense rimane in un intervallo ristretto, vicino alla parte alta del range recente, mentre gli operatori su USDJPY valutano il rischio di un intervento delle autorità.


Macroeconomia

  • L'aeroporto di Riad, in Arabia Saudita, è stato nuovamente colpito domenica, causando un morto e 11 feriti, dopo il violento attacco degli Houthi nel fine settimana che aveva provocato 12 morti e 300 feriti. Gli attacchi hanno temporaneamente spinto il Brent oltre 105,50 USD, prima di un'inversione di tendenza.
  • Accordo sul diesel russo: La Russia ha revocato parzialmente il divieto di esportazione del diesel, accettando di fornire 500.000 tonnellate ai mercati globali nell'ambito di un accordo Trump-Putin entrato in vigore il 10 ottobre, contribuendo ad allentare moderatamente le tensioni sui mercati energetici.
  • Fiducia dei consumatori statunitensi dell'Università del Michigan: L'indice preliminare di ottobre è sceso a 46,3, al di sotto delle attese di consenso di 47,6 e rispetto al 48,1 di settembre, riflettendo il persistere delle preoccupazioni legate all'inflazione e alle tensioni geopolitiche. La componente relativa alle condizioni attuali ha raggiunto il minimo storico di 44,7.
  • Venerdì il Tesoro statunitense ha annunciato la nomina della controversa Judy Shelton a consigliera del segretario al Tesoro Scott Bessent, con il compito di fornire consulenza sulla politica valutaria, «con particolare attenzione alla valutazione delle condizioni finanziarie in Cina». Shelton è nota per le sue posizioni apertamente contrarie all'indipendenza della Fed e favorevoli a politiche monetarie basate su una valuta solida, in particolare attraverso un collegamento del dollaro statunitense all'oro. Nel 2019, la sua candidatura al Consiglio dei governatori della Fed, proposta da Trump, non aveva ottenuto il necessario sostegno al Senato. 

Principali appuntamenti del calendario macroeconomico (orari GMT)

  • Mercato obbligazionario statunitense chiuso per festività bancaria
  • 12:50 – Intervento di Mann della Bank of England
  • 16:10 – Intervento di Hammack della Fed statunitense (membro votante del FOMC)
  • 00:30 – Australia: verbali della RBA
  • 00:30 – Australia: indagine NAB sulla fiducia delle imprese di settembre

Trimestrali

  • Martedì: JP Morgan, Johnson & Johnson, UnitedHealth, Goldman Sachs, Wells Fargo, Citigroup
  • Mercoledì: ASML, Bank of America, Morgan Stanley, Blackrock, Fastenal
  • Giovedì: TSMC, Charles Schwab, Interactive Brokers, Prologis 


Azioni

  • Stati Uniti: Wall Street ha chiuso venerdì in rialzo, terminando positivamente la settimana. L'S&P 500 è salito dello 0,59% a 7.811,54 punti, il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,51% a 30.883,15 punti e il Dow Jones è avanzato dello 0,83% a 51.660,18 punti, mentre il Russell 2000 ha registrato un progresso dello 0,46% a 2.806,98 punti. Le small cap hanno comunque archiviato la quinta settimana consecutiva di ribassi, accumulando una perdita del 5,7% nel periodo. Verizon ha ceduto l'8,7%, registrando il maggiore calo giornaliero da oltre 24 anni, in seguito alla notizia dell'accordo di SpaceX per acquistare da Grain Management frequenze nazionali nella banda degli 800 MHz per circa 8 miliardi di USD. L'operazione punta a sviluppare un servizio autonomo di telefonia mobile Starlink. Humana è balzata dell'11,7%, sostenuta dal miglioramento dei rating a stelle dei piani Medicare Advantage, mentre Delta Air Lines ha rivisto al ribasso le previsioni per l'intero esercizio, dopo risultati del terzo trimestre inferiori alle attese. Apple ha perso l'1,11%, penalizzata dalle notizie di una riduzione degli ordini di componenti per iPhone 18 Pro. Microsoft ha guadagnato il 2,38% e Amazon il 3,29%, mentre AMD ha ceduto il 2,03%. I futures indicano un'apertura positiva, con il contratto sull'S&P 500 in rialzo dello 0,32% e quello sul Nasdaq dello 0,41%.
  • Europa: venerdì i mercati europei hanno recuperato terreno dopo aver toccato a metà settimana i minimi da quasi quattro mesi. Lo Stoxx Europe 600 è salito dello 0,97% a 631,56 punti, registrando la migliore seduta dal 21 settembre, trainato dai comparti dei beni e servizi industriali. Il FTSE 100 ha guadagnato l'1,1% a 10.552 punti, con HSBC e Relx tra i principali contributori. Il DAX è avanzato dell'1,13% a 25.087,27 punti e il CAC 40 dello 0,95%, mentre l'Euro Stoxx 50, a 6.173,38 punti, ha comunque chiuso la settimana in calo dell'1,04%. Il settore bancario rimane il principale punto debole: il relativo indice si trova circa l'8% sotto il livello di due settimane fa ed è entrato in una fase di correzione tecnica. Deutsche Telekom ha perso il 6,9% giovedì, penalizzata dalla stessa notizia relativa all'accordo sulle frequenze per Starlink.
  • Asia: la seduta di lunedì presenta un andamento contrastato e volumi inferiori alla norma, con il mercato giapponese chiuso per festività nazionale. La Corea del Sud registra la performance peggiore, con il Kospi in calo del 3,14% a 6.418,10 punti, sulla scia della debolezza dei titoli legati ai chip di memoria osservata venerdì a Wall Street. L'Hang Seng guadagna lo 0,17% a 24.253,71 punti, mentre il sottoindice tecnologico perde lo 0,55%. Gli elevati rendimenti statunitensi e il crescente rischio di interventi sul mercato valutario continuano a esercitare pressioni sugli asset di Hong Kong. Il CSI 300 arretra dello 0,15%, mentre l'ASX 200 avanza dello 0,83%. Mercoledì scorso, l'indice STI di Singapore ha perso il 3,5%, registrando il maggiore ribasso dall'aprile 2025, dopo un avvertimento secondo cui il forte aumento dei rendimenti a lungo termine potrebbe penalizzare gli utili degli istituti di credito del Sud-est asiatico. 


Volatilità

VIX 14,84 | FUTURES VIX: 17,00 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (154,34) | REGIME DI MERCATO: RIALZISTA A BASSA VOLATILITÀ | DATI AGGIORNATI ALLE ~06:00 CET

  • L'attenuazione del premio per il rischio geopolitico è stata indicata come principale fattore del movimento. Il VIX spot è sceso del 3,70% a 14,84, con il VIX1D in calo dell'11,62% a 9,05 e il VIX9D in flessione del 7,78% a 11,26. Il VXN ha perso il 6,51% a 20,55 e l'indicatore di volatilità delle small cap il 5,19% a 19,93, mentre il VVIX è diminuito del 3,17% a 84,88.
  • La curva degli indici di volatilità presenta una struttura chiaramente in contango, da 9,05 fino al VIX1Y a 21,73. Tuttavia, lo SKEW è salito del 3,45% a 154,34, in controtendenza rispetto al calo della volatilità spot. Anche la volatilità dei tassi si è attenuata, con il MOVE in discesa del 2,22% a 98,47. Movimento atteso dell'SPX: 30,6 punti, pari allo 0,39%, per la scadenza odierna e 82,1 punti, pari all'1,05%, per venerdì 16 ottobre. 


Asset digitali

BITCOIN ~83.523 -0,20% | ETHEREUM ~2.542 +0,30% | IBIT 46,55 +0,63% | ETHA 55,99 +0,52% | DATI AGGIORNATI ALLE ~06:00 CET

  • Le principali criptovalute hanno registrato variazioni contenute durante la notte, mentre venerdì i titoli quotati legati al settore hanno chiuso in rialzo. Coinbase ha guadagnato il 4,30%, Circle il 4,54%, Block il 2,67% e Strategy l'1,89%. Le società di mining hanno invece sottoperformato, con Marathon in calo del 2,62%, IREN dell'1,46% e CleanSpark dell'1,27%. La volatilità delle criptovalute è aumentata leggermente, con il DVOL a 37,69.
  • La Thailandia ha finalizzato le norme sui fondi in criptovalute. L'autorità di vigilanza SEC ha emanato 11 regolamenti l'8 ottobre, che entreranno in vigore il 16 ottobre, consentendo la quotazione sulla Borsa thailandese di fondi domiciliati localmente e investiti in bitcoin ed ether. I fondi dovranno adottare una gestione passiva, detenere in media almeno l'80% del patrimonio netto nella criptovaluta sottostante e avvalersi di depositari regolamentati. È vietata la concessione di finanziamenti a margine.


Materie prime

  • Petrolio: il Brent scambia intorno a 103,70 USD, in calo dell'1%, dopo essere temporaneamente balzato oltre 105,50 USD nelle prime contrattazioni in seguito agli attacchi degli Houthi all'aeroporto di Riad. Tuttavia, la tenuta dei flussi di greggio dal Medio Oriente, la revoca parziale del divieto russo sulle esportazioni di diesel e l'inaspettata decisione del presidente Trump di consentire le importazioni di diesel russo, insieme alle dichiarazioni secondo cui Russia e Ucraina avrebbero concordato una cosiddetta tregua energetica, hanno contribuito a compensare le rinnovate tensioni regionali. I futures sul gasolio quotati a Londra perdono il 3,3%, attestandosi intorno a 185 USD per barile equivalente, e rimangono all'interno dell'intervallo di negoziazione consolidatosi di recente.
  • Metalli: venerdì l'oro ha chiuso sui massimi di due settimane, sostenuto dal calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e dall'indebolimento dei prezzi del petrolio. Tuttavia, il metallo prezioso ha nuovamente incontrato difficoltà a consolidarsi sopra quota 4.200 USD, arretrando a 4.185 USD dopo aver raggiunto 4.217 USD nelle prime contrattazioni asiatiche. Con il mercato obbligazionario statunitense chiuso oggi per il Columbus Day, l'attenzione si concentra su una settimana ricca di pubblicazioni macroeconomiche, tra cui il CPI di settembre mercoledì, seguito dal PPI e dalle vendite al dettaglio giovedì, e dall'intervento del presidente della Fed Kevin Warsh presso il FMI venerdì. Questi appuntamenti potrebbero rivelarsi determinanti per l'andamento dei rendimenti obbligazionari, del dollaro e, di conseguenza, dei metalli preziosi.
  • Cereali: venerdì i futures statunitensi sul mais sono crollati fino a raggiungere il limite giornaliero di ribasso di 30 centesimi, registrando la flessione più marcata degli ultimi tre anni, prima di chiudere in calo di 20 centesimi, pari al 4,1%, a 480 centesimi per bushel. Le vendite sono state innescate da una significativa sorpresa ribassista sul fronte dell'offerta contenuta nel rapporto WASDE di ottobre dell'USDA, che ha rivisto inaspettatamente al rialzo le previsioni sulla produzione statunitense di mais per il 2026/27, portandole ben oltre le aspettative degli operatori. Una stima più elevata delle rese agricole ha spinto le scorte finali previste negli Stati Uniti a un livello superiore di quasi il 10% rispetto alle attese, mentre una revisione al rialzo delle scorte globali ha ulteriormente rafforzato le prospettive ribassiste.
  • Commitment of Traders: il rimbalzo generalizzato delle materie prime, dopo due settimane di perdite, non è bastato a invertire l'orientamento alle vendite dei gestori di fondi speculativi. L'ultimo rapporto COT, relativo alla settimana conclusa il 6 ottobre, durante la quale il Bloomberg Commodity Index è salito dell'1,2%, ha evidenziato la prosecuzione delle vendite nette su diversi mercati chiave, tra cui petrolio greggio, gas naturale, oro, rame, mais e cotone. Gli acquisti si sono concentrati su un numero più limitato di contratti, guidati da zucchero e soia, a conferma della persistente riluttanza degli operatori speculativi a ricostituire un'esposizione ampia alle materie prime, nonostante la ripresa del mercato. 


Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury statunitensi sono rimasti sostanzialmente stabili venerdì, nell'ultima seduta della settimana, mentre lunedì il mercato obbligazionario statunitense è chiuso per la festività del Columbus Day. Il rendimento del Treasury di riferimento a 2 anni ha chiuso venerdì in rialzo di tre punti base al 4,79%, mentre quello del Treasury a 10 anni è leggermente aumentato dopo il brusco calo di giovedì, terminando la settimana al 5,24%.
  • Lo spread di rendimento tra i titoli di Stato decennali francesi e tedeschi si è leggermente ridotto venerdì, restringendosi di tre punti base a 137 punti base.


Valute

  • Venerdì il dollaro statunitense ha chiuso all'interno del ristretto intervallo di negoziazione mantenuto per tutta la settimana, con EURUSD intorno a 1,1210 nelle prime ore di lunedì e USDJPY appena sotto la media mobile a 200 giorni, situata a 158,55. Gli operatori valutano la possibilità di un nuovo intervento ufficiale per contrastare la debolezza dello yen qualora il cambio superasse questo livello o minacciasse di raggiungere l'area di 160,00.
  • La corona svedese è stata una delle valute più forti del G10 la scorsa settimana, con EURSEK sceso da 11,30 a circa 11,20, annullando il rialzo delle tre settimane precedenti. Continuano ad aumentare le probabilità che la Riksbank alzi il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 2,00% nella riunione del 4 novembre.

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