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Osservazioni sul secondo trimestre del 2017 dei portafogli bilanciati

Panoramica di mercato

Per il secondo trimestre del 2017, i mercati azionari mondiali sono stati ampiamente positivi, con rendimenti particolarmente forti registrati dai mercati emergenti e dal Giappone. Europa e Regno Unito hanno terminato il trimestre con una nota più debole, tuttavia, ancora in positivo.

Nella parte iniziale del trimestre, le preoccupazioni politiche hanno dominato i titoli delle testate giornalistiche, malgrado l'impatto del mercato fosse maggiormente moderato. Le elezioni francesi si sono concluse piuttosto in sordina, con la facile vittoria di Macron su Le Pen. Per quanto riguarda gli USA, la decisione del Presidente Trump di licenziare il direttore dell'FBI James Comey ha avuto come conseguenza uno dei cali più significativi dell'anno. Tenuto conto di ciò, le azioni si sono riprese praticamente nell'immediato, benché l'inchiesta russa sia ben lontana dalla sua conclusione.

Tre delle maggiori banche centrali si sono preoccupate di regolare le aspettative del mercato circa l'inasprimento della politica monetaria. La Federal Reserve ha attuato un ulteriore rialzo dei tassi e, inoltre, è atteso entro la fine dell'anno il suo annuncio in merito alla politica di riduzione dei bilanci. La Banca d'Inghilterra sta, per lo meno, discutendo dell'eventuale innalzamento dei tassi. Probabilmente, nell'ambito dell'evento maggiormente sorprendente del trimestre, la retorica della BCE ha definitivamente assunto una svolta più aggressiva. Benché l'inflazione statunitense e dell'eurozona resti debole, Janet Yellen e Mario Draghi hanno affermato che le gli attuali dati non ufficiali sull'inflazione sono determinati da effetti transitori, i quali, secondo il loro punto di vista, si dissiperanno senza l'aiuto di una politica monetaria di maggior sostegno.

I titoli internazionali dei paesi sviluppati hanno superato quelli statunitensi, per il trimestre in questione, malgrado la debolezza che a giugno ha caratterizzato i titoli europei e britannici. I titoli dei mercati emergenti, la regione più forte del 2017, hanno ottenuto rendimenti molto stabili per il trimestre in questione.

I rendimenti fissi mondiali sono stati largamente positivi. In maniera conforme all'ambiente di rischio, l’investment grade e le società ad alto rendimento hanno fatto registrare le performance più solide. Nonostante tale premessa, le obbligazioni statunitensi ed europee hanno restituito guadagni modesti, addirittura nello spazio delle obbligazioni governative.

Le commodities hanno segnalato un'ampia sofferenza, con la debolezza del greggio che ha spinto verso il basso. Sebbene gli aggiustamenti strutturali nella domanda e nell'offerta possano tener a freno i prezzi del greggio e nonostante le accresciute tensioni geopolitiche e l'estrema debolezza del dollaro statunitense, anche l'oro è rimasto debole nel trimestre in questione.

Performance del portafoglio

Per il secondo trimestre del 2017, la performance è stata negativa per ciascun profilo di rischio, malgrado fosse positiva nel periodo intermedio. Nel trimestre, i titoli statunitensi e del Pacifico (ex Giappone) sono stati negativi, a seguito dell'esposizione della loro valuta. I contributori positivi sono stati i titoli europei (volatilità minima di ETF), giapponesi e statunitensi con copertura in euro.

Per i profili Conservativo e Moderato, le obbligazioni governative sono stati i detrattori all'interno del componente dei proventi fissi del portafoglio. Per il profilo Aggressivo, la performance derivante dalla componente dei rendimenti fissi è stata stabile.

Tra tutti i profili, l'esposizione a commodities diversificate ha rappresentato un detrattore in tutto il trimestre. Inoltre, l'apprezzamento generale euro/dollaro statunitense è stato un vento contrario per i portafogli.